Milano, in autunno rincara il biglietto Atm. Scoppia la polemica Comune-Regione

Milano, in autunno rincara il biglietto Atm. Scoppia la polemica Comune-Regione

di Greta Posca

Autunno caldo per i trasporti a Milano. Rincara il biglietto Atm e si scatena la polemica politica. Si tratta di adeguamenti all’inflazione che l’Agenzia del trasporto pubblico locale del bacino della Città metropolitana di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia ha recepito, secondo quanto stabilito dalla Regione. Un ritocco forse del 20% per passare dai 2 ai 2,20 euro, probabilmente in arrivo da ottobre. Rincara anche il carnet, mentre restano invariati gli abbonamenti. L’ultimo rincaro del biglietto Atm era stato nel 2019 quando era passato da 1,50 a 2 euro.

ACCUSE INCROCIATE La decisione ha scatenato le accuse incrociate centrosinistra e centrodestra, acuite dalla campagna elettorale delle politiche. Il Comune con l’assessora ai Trasporti Arianna Censi punta il dito contro la Regione: «Il Comune non ci sta» perché l’aumento arriva «in un momento economicamente difficile per i cittadini», e infatti se «avessimo potuto scegliere non avremmo certo deciso ora l’adeguamento Istat». Secondo Censi l’effetto economico della decisione «è di circa 38 milioni per la Lombardia, con una stima approssimativa in proporzione per Milano che si aggira tra i 15 e i 17 milioni di euro».

RABBIA MAGGIORANZA Proteste dalla maggioranza in consiglio. A partire dal Verde Carlo Monguzzi: «Chiediamo la convocazione urgente del consiglio comunale. Fermare tutto e discuterne in aula e in Città metropolitana». E ancora: «Si può e si deve resistere alla disposizione regionale come fatto tante altre volte». Rabbia anche dei consiglieri Pd: «Pensare di aumentare il biglietto dei mezzi è una decisione sbagliata, ingiusta e assurda», scrivono in una nota i consiglieri Alessandro Giungi, Natascia Tosoni, Daniele Nahum, Simonetta D’Amico.

REPLICHE Restituisce al mittente le critiche Claudia Maria Terzi, assessora regionale ai Trasporti, che smentisce la ricostruzione di Censi: nessun obbligo di alzare i prezzi. Il Comune «in quanto ente regolatore può proporre in autonomia di evitare aumenti dei biglietti facendovi fronte con il proprio bilancio». Le fanno eco all’unisono il capogruppo di Forza Italia in Regione Gianluca Comazzi e Fabrizio Cecchetti, vicecapogruppo della Lega alla Camera. «A stabilire l’aumento delle tariffe è il Comune».Controbatte a sua volta Censi. «La Regione «avrebbe potuto benissimo decidere di intervenire e compensare autonomamente l’aumento Istat, mettendo dei fondi propri, e non gravando sulle agenzie. Non l’ha fatto», sottolinea la responsabile Trasporti di Palazzo Marino. «Il Comune è obbligato a reperire questo incremento, può solo decidere su chi dovrà gravare. Se su tutti i cittadini, se su tutti quelli che utilizzano il trasporto pubblico, oppure solo su chi lo usa saltuariamente. Abbiamo ritenuto che la terza soluzione fosse l’unica possibilità rimasta».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Agosto 2022, 06:55
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