Appalti e mascherine a parenti e amici, ai domiciliari il sindaco di Opera
di Salvatore Garzillo

Milano, mascherine e appalti a parenti e amici: ai domiciliari il sindaco di Opera

Duemilaottocentottanta mascherine destinate alle Rsa del suo territorio usate per sé e parenti e amici; smaltimento illecito di rifiuti speciali. Sono le accuse rivolte ad Antonino Nucera, 49 anni, sindaco di Opera dal 2018 con una coalizione di centrodestra, che ieri è finito agli arresti domiciliari, la stessa misura che il gip Fabrizio Filice ha concesso alla sua compagna, Rosaria Gaeta, capo dell’ufficio tecnico della cittadina. Con loro indagati anche gli imprenditori edili, coinvolti nel filone della Direzione distrettuale antimafia sui presunti appalti assegnati a imprese amiche in cambio di favori.

 

Il prefetto Renato Saccone ha sospeso Antonino Nucera dalla propria carica. Nelle carte si legge che Nucera e Gaeta avrebbero ottenuto la ristrutturazione «a titolo gratuito» di un appartamento a San Donato Milanese (di proprietà della donna) dopo aver affidato a un’impresa una serie di lavori con i quali sarebbe stato smaltito asfalto fresato prodotto dai cantieri sulla ex Statale Valtidone. Secondo l’accusa quelle mille tonnellate di rifiuti speciali sarebbero state smaltite - tra le altre cose - con la realizzazione di una passerella ciclopedonale, durante la compattazione di un terreno su cui costruire una tensostruttura e nei campi di Parco Sud. Altro filone è quello della gestione delle mascherine fornite dalla Protezione Civile, che il sindaco avrebbe dirottato nel suo ufficio per amici e parenti. Tutto questo succedeva un anno fa in quella prima fase in cui le mascherine erano un bene raro. Il 21 marzo 2020 ne avrebbe consegnato una parte alla ex moglie che gli confessa di essere preoccupata per i propri genitori anziani; una settimana dopo arriva un carico di duemila dispositivi dalla Città metropolitana di Milano per la farmacia comunale.

 

Nucera, intercettato, dice a un dipendente comunale: «Vendine 1.500, e 500 gli dico di portarle da noi che le teniamo lì se ci servono». Il 9 aprile 2020 la Protezione Civile invia 500 mascherine alla Rsa Mirasole ma Nucera ne concede solo 50. Poi, al telefono col dirigente della struttura (estraneo all’inchiesta e, anzi, da subito stranito per l’atteggiamento) gli propone la mossa politica: «Però io vengo lì che faccio tutta la scena, facciamo due foto...». E così il 4 aprile 2020, con un post su Facebook, lo racconta ai suoi concittadini: «La mascherina che abbiamo consegnato è un piccolo dono, ma può essere un importante salvavita». 


Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Aprile 2021, 09:16