Milano, l'anziano malato di tumore non può camminare: negato il vaccino a domicilio

Milano, l'anziano malato di tumore non può camminare: negato il vaccino a domicilio

Un caso-limite, ma assolutamente grave, quello accaduto a Milano ad un ultraottantenne, paziente oncologico, che in seguito ad un intervento non è più perfettamente deambulante e a cui viene negata la possibilità di ricevere la seconda dose di vaccino anti-Covid a domicilio.

 

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La vicenda di Marcello Novaga, milanese classe 1933, è raccontata a Il Giorno dal figlio Michele. L'anziano, paziente oncologico e cardiopatico, il 5 aprile aveva già regolarmente ricevuto, in un centro vaccinale allestito all'Istituto Besta di Milano, la prima dose di Pfizer. Cinque giorni dopo, però, Marcello era stato ricoverato per un'insufficienza renale, che gli aveva causato uno scompenso cardiaco e che aveva reso necessario un intervento chirurgico all'Humanitas. L'anziano sarà dimesso venerdì prossimo ma dovrà affrontare un periodo di convalescenza e per diverso tempo non potrà spostarsi autonomamente.

 

Michele Novaga ha spiegato di aver provato a spostare l'appuntamento fissato per il richiamo (in programma il 26 aprile) o di richiedere la vaccinazione domiciliare per il padre non autosufficiente, ma di non essere riuscito a fare nulla di tutto questo. «Ho chiamato l'ospedale in cui mio padre aveva fatto la prima dose ma mi hanno risposto che non era possibile la somministrazione a domicilio e hanno cancellato l'appuntamento per il richiamo. Ho provato a modificare la prenotazione sul portale della Regione Lombardia e chiamando il numero verde, ma nessuno ha saputo aiutarmi» - denuncia l'uomo - «Ho provato anche a chiedere la vaccinazione direttamente all'Humanitas, dove è ricoverato mio padre, ma anche in quel caso non ho avuto risposte positive. Ho chiamato ancora il numero verde della Regione, ma l'addetto mi ha rimandato al centro vaccinale. Chiamo ancora e mi hanno detto che non era disponibile la vaccinazione a domicilio, cancellando la prenotazione e rimandandomi al medico curante. Il nostro medico ha però detto che inserire i soggetti fragili nel sistema non dipende da loro, ma direttamente dai cittadini».

 

Un vero e proprio percorso a ostacoli infinito, quello che hanno trovato Michele Novaga e suo padre Marcello. «Sul sito dedicato alle prenotazioni ho provato a gestire l'appuntamento inserendo codice fiscale e numero di tessera sanitaria: non ci sono riuscito perché appariva una finestra che dice che i dati non corrispondono ad una persona appartenente alle categorie prioritarie. Ho richiamato il centralino del Besta ma la stessa addetta mi ha ribadito che l'appuntamento in presenza era ormai cancellato. Alla fine ho chiamato anche un altro numero verde della Regione, ma anche in quel caso ho ricevuto la stessa risposta: "Non sappiamo come aiutarla"», denuncia ancora l'uomo.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Aprile 2021, 09:00
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