Max Giusti: «Il mio cabaret riparte da Milano. Per farmi smettere mi dovrete abbattere»
di Paola Pastorini

Max Giusti: «Il mio cabaret riparte da Milano. E dico al pubblico di stare attento: per farmi smettere mi dovrete abbattere»

 Max Giusti taglia il nastro della nuovissima Arena Milano Est, polo funzionale multiculturale voluto dal Teatro Cinema Martinitt. Uno spazio per lo spettacolo sotto le stelle da ben 800 posti (ora 400 per le norme anti Covid).
Venerdì si comincia con il cinema e sabato 4 luglio a inaugurare la stagione di cabaret c’è Max Giusti con il suo Va tutto bene 2020, ovvero due ore di riflessioni e aneddoti sul nostro quotidiano, rivisitate all’epoca del virus.
L'attore romano nel suo one man show si confronta costantemente con il pubblico, che pian piano diventerà parte integrante dello show.

Max Giusti lei ricomincia i suoi spettacoli dal vivo da Milano, profondo Nord.
«Sì. È il primo show e parte da Milano, una città cui sono molto affezionato, mi ha dato il successo prima di tutti. E penso agli anni della tv di Quelli che il calcio, agli spettacoli al Teatro Nazionale, e ora l’Arena».
Quindi un romano con un pezzo di cuore a Milano.
«Beh d’altra parte Milano e Roma sono ormai tutt’uno. Lo dicevo anche nel monologo che ho fatto a Natale ai Fori Imperiali di Roma: Milano è Roma Nord e Roma è Milano Sud. Ogni giorno 20 aerei e 80 treni collegano le due città, per me sono una sola».
E ricomincia da un piccolo spazio.
«È una grande emozione. Certo il pubblico è distanziato, i posti sono 400, e mi fa un po’ impressione se ricordo che solo qualche anno fa al Ciak avevo un pubblico di cinquemila persone. Ma sono entusiasta: si ricomincia dal piccolo».
Un messaggio di ripartenza importante soprattutto per voi del mondo dello spettacolo, molto penalizzati.
«Sì, un momento davvero difficile, per il nostro settore stare sei mesi senza lavorare è stato pesante, per questo è importante ripartire».
Quanti sarete sul palco?
«Tre anziché sei, io, le percussioni e il pianoforte. Tutto a norma Covid. Certo fa un po’ strano quando poi vedi i calciatori esultare e abbracciarsi dopo un gol... ma questa è un’altra storia».
Il suo spettacolo è aggiornato al tempo del Covid. Quali temi affronterà e cosa la ha più colpita di questo periodo?
«La cosa che mi ha colpito di più? Quanto mi è mancata l’Italia. È come se io avessi una sola provincia, si chiama Italia. Sarà uno spettacolo davvero vecchia maniera, come il cabaret di 30 anni fa. Porterò i miei personaggi, tratterò della televisione, visto che ne ho vista molta durante l’isolamento, da Netflix a Maria De Filippi. La voglia di stare sul palco è tanta e gli spettatori dovranno abbattermi per zittirmi. E ancora, attenzione: userò molto il pubblico. Scherzi a parte, non perdetevi lo spettacolo, ho una carica spaziale».
Il 4 luglio, Arena Milano Est, via Pitteri 58, Ore 21.30. Biglietti 20-16 euro. Info www.arenamilanoest.it. 

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Luglio 2020, 07:51