Controllano se la figlia è ancora vergine e le impongono l'infibulazione, fine dell'incubo per una 17enne

Ora la ragazza vive in una comunità protetta, mentre i genitori andranno a processo per maltrattamenti

Controllano se la figlia è ancora vergine e le impongono l'infibulazione, fine dell'incubo per una 17enne

La loro figlia, di 17 anni, si era fidanzata con un ragazzo italiano e loro, contrari a quella relazione, avevano deciso di controllare se fosse ancora vergine e di mandarla nel loro Paese d'origine, il Marocco, per l'infibulazione. Dopo diversi anni, è finito l'incubo per una giovane che vive in provincia di Brescia: la ragazza ora vive in una comunità protetta, i suoi genitori andranno a processo per maltrattamenti.

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L'orrore è raccontato dal Corriere della Sera: la ragazza, la cui identità per ovvi motivi di tutela non è stata rivelata, aveva conosciuto e si era innamorata di un ragazzo di quattro anni più grande di lei. I genitori, però, non sopportavano che la loro figlia avesse una relazione con un ragazzo italiano e maggiorenne e avrebbero fatto di tutto per impedirla. Le indagini dei carabinieri, coordinati dal pm Antonio Bassolino, hanno ricostruito l'incubo vissuto dall'adolescente. Il giovane fidanzato si era anche recato a casa dei genitori e si era sentito dire, dal padre di lei: «La picchierò finché non fa quello che dico io». La madre della ragazza, pur di accertarsi che la figlia fosse ancora vergine, l'aveva costretta a umiliazioni quotidiane. 

L'incubo non finisce qui: la ragazza veniva minacciata, insultata e picchiata quasi ogni giorno, e anche il suo fidanzato era stato aggredito in più di un'occasione. Ad un certo punto, la ragazza era stata segregata in casa, senza possibilità di uscire né di comunicare con l'esterno, dal momento che i genitori controllavano il suo cellulare. Neanche il tentativo della mamma del ragazzo, che aveva cercato di conoscere i genitori dell'adolescente, era servito a qualcosa e anche la donna era stata oggetto di insulti e minacce. 

Come se non bastasse, i due giovani innamorati avevano anche tentato una fuga romantica, e in questo caso era intervenuto il fratello maggiore della ragazza, un 24enne, che aveva aggredito il fidanzato della sorella. Il giovane è stato rinviato a giudizio e poi sottoposto a un provvedimento di messa alla prova. A quel punto, i due ragazzi avevano deciso di denunciare l'incubo ai carabinieri: le indagini hanno portato, alla fine, al rinvio a giudizio per la famiglia della ragazza. La prossima udienza del processo è stata fissata per il 6 ottobre.


Ultimo aggiornamento: Martedì 10 Maggio 2022, 13:01
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