Milano, devastante incendio distrugge la Torre dei Moro: evacuate le famiglie, 20 intossicati

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Un devastante incendio ha completamente distrutto un palazzo di 15 piani chiamato la Torre dei Moro in via Antonini, nella periferia sud di Milano. Dal piano più alto fino al seminterrato, 60 metri di palazzo andato in fiamme con pannelli che «si sciolgono come burro» e una colonna di fumo visibile praticamente ovunque in città. Senza che in serata siano arrivate segnalazioni di feriti o, peggio, di vittime. Sul posto numerose squadre dei Vigili del fuoco e molte ambulanze.

 

 

Al momento non risultano vittime, ma l'intervento dei soccorsi non è concluso. Almeno una ventina gli intossicati. Sul posto anche il sindaco Beppe Sala che ha spiegato come i vigili del fuoco stiano salendo piano per piano per verificare l'eventuale presenza di persone nel palazzo. C'è anche Mahmood, il vincitore del Festival di Sanremo 2019, tra i residenti del grattacielo. Lo hanno confermato alcuni residenti. «Lo vedevamo sempre», ha detto una ragazza.

 

 L'incendio scoppiato a Milano ha completamente distrutto la facciata dell'edificio, composta da pannelli che, per via di alcune esplosioni avvenute negli appartamenti, sono saltati anche verso la strada, riempiendo di rottami via Antonini, vicino la Fondazione Prada. Non sono stati interessati i negozi vicini, un supermercato Penny, un McDonald's e un rivenditore di scarpe.

 

Milano, i residenti del palazzo in fiamme: «Pannelli come burro, ci avevano detto che erano ignifughi»

 

 

 

 

IL ROGO DALL'ULTIMO PIANO

Dal quindicesimo piano è iniziato tutto, per cause che verranno accertate quando verranno spente le fiamme che ancora dopo ore continuano a distruggere il palazzo. L'odore di fumo è stato subito forte ed è stato quello che ha probabilmente salvato i condomini presenti, oltre all'immediato intervento dei vigili del fuoco: circa 60 le famiglie nei due civici 32 e 34 di via Antonini, alcune delle quali sicuramente in vacanza, ma molte altre nelle loro abitazioni che i pompieri stanno ancora ispezionando, entrando casa per casa dopo aver spaccato tutte le porte in una ricerca che proseguirà per ore tra fumo e calore.

 

Le fiamme hanno avvolto tutto, a partire dai pannelli della facciata che hanno iniziato a staccarsi, uno a uno, trasformandosi in proiettili infuocati caduti in strada e spinti dal vento anche lontano dal grattacielo dove si trovano, oltre a un Mcdonald's e a un supermercato, entrambi chiusi, anche due pompe di benzina.

Immediato l'intervento di decine di mezzi di vigili del fuoco e ambulanze, oltre alle forze dell'ordine che hanno delimitato l'intera zona, con l'elicottero in volo per capire se qualcuno avesse trovato rifugio sul tetto. Altissime le fiamme che hanno fatto temere il peggio, dato che hanno ridotto il grattacielo in breve tempo in uno scheletro annerito.

 

 

 

Il fuoco si è propagato probabilmente dall'ultimo piano, facendo crollare le vetrate della facciata e generando una colonna di fumo visibile anche a chilometri di distanza.

 

 

Sul posto decine di ambulanze e di mezzi dei vigili del fuoco per aiutare le persone che sono state portate in salvo. Sono durate ore le operazione per verificare se all'interno c'erano ancora persone intrappolate dalle fiamme. Dall'ultimo piano dello stabile per ore visibili le fiamme che, al momento, non consentono l'intervento diretto da parte dei vigili del fuoco. In strada centinaia di persone, tra residenti e curiosi, mentre dal palazzo continuava ad alzarsi una densa colonna di fumo nero.

 

I RESIDENTI FUGGITI

"Abbiamo sentito odore di fumo e siamo subito scappati via. Non pensavo fosse così grave»: è quanto ha raccontato all'ANSA una donna residente nel palazzo, divorato dalle fiamme. La donna è scappata dal 15/o piano da dove sarebbe partito il rogo. «I vigili del fuoco mi hanno detto che sarebbe partito dall'altro lato del mio piano - continua la donna - dove vive un ragazzo che dovrebbe essersi messo in salvo».

 

«Ci avevano detto che i pannelli che ricoprivano il palazzo erano ignifughi, invece sono bruciati rapidamente come fossero burro», ha raccontato all'ANSA un'altra delle condomine del palazzo. «Saranno i tecnici a fare una verifica, ma ricordo perfettamente che ci avevano detto che i pannelli erano resistenti al fuoco», ha detto

 

 

La Torre è un edificio del 2011, realizzato in calcestruzzo con lastre prefabbricate di polistirene, che fa parte della riqualificazione della zona Vigentino dove, tra gli altri edifici, è stata costruita anche la Fondazione Prada. Non doveva quindi bruciare così facilmente e così rapidamente. Per accertare quanto successo, in via Antonini sono arrivati il pm di turno di Milano Pasquale Addesso e il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. Toccherà a loro capire come sia stato possibile che un edificio vecchio solo 10 anni sia bruciato in questo modo.

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 31 Agosto 2021, 21:18
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