Grattacielo in fiamme a Milano, la beffa per i residenti: da Atm una multa di 548 euro

Grattacielo in fiamme a Milano, la beffa per i residenti: da Atm una multa di 548 euro

La sanzione (poi ritirata) fa infuriare ancora di più i residenti: "Ci hanno abbandonato"

Dopo i disagi, anche la multa di Atm. Ha del surreale la vicenda dei residenti della Torre del Moro di via Antonini, il grattacielo completamente distrutto da un incendio a Milano tre mesi fa. Un importo pari a 548,17 euro, che comprende anche il costo delle chiamate fatte dall'unità di pronto intervento e delle prestazioni degli addetti al controllo esterno.

 

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La motivazione alla base della multa è che l'incendio aveva costretto Atm a riogranizzare il servizio della linea 95, che passa proprio sotto il grattacielo andato in fumo nel giro di pochi minuti. Mirko Berti, portavoce dei residenti della torre di via Antonini, ha denunciato il caso: «Siamo al paradosso: se la polizia locale chiude un tratto di strada perché ho abbattuto un semaforo, è colpa mia; ma per una disgrazia di cui siamo vittime vengono a chiedere i soldi a noi?». La multa, come riporta il Corriere della Sera, è emersa dal confronto tra le assicurazioni di Atm e del condominio: alle famiglie, teoricamente, non sarebbe stato addebitato nulla. Una volta che la situazione è stata resa pubblica, Atm ha deciso di ritirare quella richiesta di risarcimento molto simile ad una sanzione pecuniaria.

 

Anche se il caso sembra essere rientrato, l'amarezza per i residenti resta. «Siamo stati dimenticati nonostante le promesse, su 80 famiglie la metà ha trovato una sistemazione a proprie spese, una ventina sono ancora in albergo e altre venti sono ospitate da parenti e amici» - accusa ancora Mirko Berti - «A fronte di questa situazione, del primo contributo, quello per pagare le fatture dell’hotel, non s’è visto nulla, e stiamo anticipando noi. Zero del secondo, per i 500 euro a fondo perduto previsti per ogni residente. Lo stesso per il terzo, che per di più è legato a criteri reddituali che non hanno senso».

 

Le soluzioni abitative proposte finora dal Comune di Milano non hanno risolto il problema: si tratta di soluzioni ampiamente fuori zona, legate al reddito o al fatto di non possedere una seconda casa su tutto il territorio nazionale. Mirko Berti denuncia ancora: «Continuano a promettere una deroga che non arriva. I continui incontri con il Comune finora non hanno dato risultati ed è solo grazie ai soldi dei milanesi che siamo riusciti a sistemarci un po'».

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Novembre 2021, 11:03
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