Gino Strada, Fabio Fazio alla camera ardente a Milano: «Si sarebbe sorpreso per questo affetto»

Gino Strada, Fabio Fazio alla camera ardente a Milano: «Si sarebbe sorpreso per questo affetto»

In una Milano svuotata dal caldo d'agosto, alle 10 di questa mattina, erano già dIverse centinaia le persone in coda per dare l'ultimo saluto a Gino Strada, le cui ceneri sono esposte nella camera ardente allestita a 'Casa Emergency', in via Santa Croce, zona Ticinese.

 

 

 

Dopo gli oltre tremila visitatori di ieri, infatti, non si affievolisce l'affetto nei confronti del medico chirurgo, anzi aumenta, con il lungo serpentone che si allunga addirittura fino al vicino parco delle Basiliche di piazza Vetra. Quella odierna è la seconda giornata di apertura della camera ardente dedicata a Gino Strada, la quale rimarrà a disposizione dei visitatori fino alle 22 di oggi e poi dalle 10 alle 14 di domani. Tra i primi a rendere omaggio al fondatore di Emergency questa mattina, il conduttore televisivo Fabio Fazio e il fondatore della Fondazione Exodus, don Antonio Mazzi.

 

Fabio Fazio

 

«Mi fa molto piacere vedere tutto questo affetto, Gino si sarebbe sorpreso», ha detto Fabio Fazio al termine della visita. «Sono triste perché conoscevo Gino da tantissimi anni - ha aggiunto -. Le sue parole sono sempre state esperienziali, come i medici veri, che sono quelli che usano le mani, si sporcano per gli altri. Perché quando lui diceva delle parole, nelle occasioni pubbliche o private, erano parole che erano un regalo per noi, perché parole vere che arrivano da un'esperienza concreta di chi è abituato prima a fare e poi a parlare in un mondo dove di solito si parla e non si fa niente». «Lui ha speso tutta la vita per gli altri - ha concluso il conduttore di 'Che tempo che fa' -. Un medico che ha curato il maggior numero di persone possibili senza alcuna distinzione. È davvero un grande privilegio aver avuto Gino e un grande vuoto non averlo avuto adesso. Faremo tutto quello che si può per stare vicini a Emergency a Simonetta e Cecilia (seconda moglie e figlia di Gino Strada, ndr.) per essere grati per tutto quello che ci ha insegnato».

 

Don Mazzi

 

È morto Gino, ma speriamo che non muoia la 'strada'. Con queste parole don Antonio Mazzi ha commemorato il fondatore di Emergency, Gino Strada, uscendo dalla camera ardente aperta per il secondo giorno alla sede della onlus in via Santa Croce a Milano. «Non possiamo tergiversare in certi momenti - ha proseguito - davanti a testimonianze così forti e di fronte a una città che ha risposto in modo così commovente e vero, spero che non solo possiamo continuare su questa strada, ma che parte del governo venga sulla strada di Strada. Non dobbiamo perder tempo, al di là dell'ultima tragedia, è ora che non stiamo a chiacchierare, che le chiacchiere diventino fatti, che i momenti diventino movimenti». Don Mazzi ha spiegato di riferirsi «soprattutto al terzo settore, affinchè venga riqualificato e tenuto in debita considerazione perchè è diventato un settore non solo sociale, ma politico e deve capire che deve lavorare assieme. Dobbiamo smetterla di fare le parrocchiette. Questa morte in questo momento ha una grande testimonianza strategica e, lasciatemelo dire da prete, anche profetico».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Agosto 2021, 14:42
© RIPRODUZIONE RISERVATA