Gallera: «Contro di noi campagna di odio, ma dal Sud prenotano ancora nei nostri ospedali»

Gallera: «Contro di noi campagna di odio, ma dal Sud prenotano ancora nei nostri ospedali»

Dopo la gaffe di sabato sull'indice di contagio e le precisazioni di ieri, Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, è tornato a parlare questa mattina a Mattino Cinque e ha difeso ancora il suo operato, sottolineando come dal Sud si continui a prenotare negli ospedali lombardi nonostante le critiche di queste settimane. «Dà fastidio che ci sia una regione che ha un modello originale in cui pubblico e privato collaborano e competono in maniera virtuosa e che è un'eccellenza. Lo è in generale perché abbiamo più di 150 mila persone che vengono nella nostra regione e ci stanno tornando anche adesso nonostante gli attacchi e nonostante le richieste di dimissioni di Gallera: i cittadini della Campania, della Puglia stanno prenotando nei nostri ospedali per venire a farsi curare nonostante la campagna d'odio».

«Trovo molto triste che si usino le emergenze sanitarie che qui ci sono state in maniera molto drammatica rispetto ad altrove, per provare a scalzare chi in maniera democratica è stato eletto da 30 anni a governare questa regione, ma noi andiamo avanti a lavorare», ha aggiunto Gallera. Quanto al dato di zero decessi in Lombardia diffuso ieri «guardiamolo con prudenza: è successo all'inizio di ogni mese che arrivano anche un centinaio di decessi legati alle anagrafi dei Comuni che non vengono aggiornate quotidianamente» e ieri «dai nostri ospedali» è arrivato «il dato che segnalava nessun decesso, ma era domenica ma non vorrei oggi essere euforico su un dato che sarebbe significativo» ma registrare poi «una forte smentita».

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«Quello che è successo l'ultima settimana è un' incontenibile voglia di tornare alla normalità ma questo può essere rischioso», ha aggiunto a Mattino Cinque commentando la movida e gli assembramenti degli ultimi giorni. Gli effetti «si vedranno tra circa 12 giorni, mi sembra ci sia una sorta di effetto rimozione che è sbagliato ma dobbiamo comunque ricordarci» quello «che è successo poche settimane fa nella nostra regione», ha aggiunto. «Se non abbiamo un atteggiamento responsabile il rischio che si torni così obiettivamente c'è», ha concluso dicendo anche che le le immagini di assembramenti lo preoccupano «molto». 

Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Maggio 2020, 10:30
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