Milano, Giele Dix legge la Bibbia al Castello: «Draghi e Mattarella? Sono Mosè e Aronne»

Milano, Giele Dix legge la Bibbia al Castello: «Draghi e Mattarella? Sono Mosè e Aronne»

di Ferruccio Gattuso

«Il mio personaggio biblico preferito? Mosè, senza dubbio. Cresce allevato dagli egiziani, poi col tempo scopre quasi d’istinto la sua identità. Fa una gran fatica a convincere il suo popolo a prendere la via del deserto, verso la Terra Promessa. Poi parla con Dio, fa da avvocato per la sua gente, che spesso si lamenta delle difficoltà del viaggio. Tutto questo, beninteso, lo fa a ottant’anni suonati. Poi, alla fine, Dio gli comunica che non amministrerà la futura patria ebraica. Ci penseranno altri». La storia remota, quella del Vecchio Testamento, passa per la voce e lo humor sofisticato di Gioele Dix e si trasforma in uno spettacolo dal titolo Ai nostri tempi (biblici), in scena questa sera al Cortile delle Armi del Castello nel cartellone dell’estate al Castello Sforzesco. 

Come mai la Bibbia?

«Perché è legata alle nostre radici occidentali, oltre che alle mie origini ebraiche. La nostra storia passa di lì, i personaggi biblici, pensi all’età di Matusalemme, restano degli archetipi per noi».

L’invecchiamento è uno dei temi dello spettacolo: come lo affronta Dix?

«Invecchiare è un problema, ma non ci sono antidoti. Gli eroi del Vecchio Testamento ci dimostrano che l’età fa rima con saggezza: di media tirano tutti fino ai novecento anni. Il più sfigato è Enoch, che raggiunge solo i trecentosessanta»

Età simboliche: cosa vogliono dire?

«Che la vita è importante, e va vissuta per fare cose buone a te e soprattutto al tuo prossimo».

Ma lei crede in un “al di là”?

 «Ritengo che noi uomini si sia collocati in un grande disegno, che però non controlliamo. La vita è un passaggio, il più importante, ma c’è una dimensione eterna. La prova empirica, per me, è che mi sento dentro la voce di persone e personaggi che mi hanno dato tanto nella vita».

In questa crisi di governo intravvede qualche eroe biblico?

«Draghi e Mattarella per me sono Mosè e Aronne, autorevoli e saggi. Conte? No guardi, in lui di biblico proprio non trovo nulla». 

Progetti dietro l’angolo?

«Mi hanno chiesto di tornare a Zelig in tv, e poi una bella, lunga torunéè da novembre ad aprile con lo spettacolo su Dino Buzzati La corsa dietro il vento».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Luglio 2022, 08:02
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