Bus dirottato, Sy al gip: «Non mi pento, ho sentito le voci dei bimbi in mare e ho agito»

Voleva che il suo gesto avesse rilevanza internazionale e al tempo stesso mostra segni di squilibro psichico. «A lui non interessava avere un effetto nazionale, lui voleva dare la massima eclatanza in ambito internazionale, cosa che purtroppo gli è riuscita». Così Davide Lacchini, difensore di Ousseynou Sy, l'autista di origine senegalese arrestato dopo aver dirottato un bus con a bordo 51 studenti di una scuola media di Crema, interviene al termine dall'interrogatorio, durato circa un'ora, davanti al gip di Milano.

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"Voci dei bimbi". Ha agito dopo aver sentito dalle «voci dei bambini che stavano morendo nel Mediterraneo» che gli avrebbero chiesto di fare qualcosa di «clamoroso affinché questo non accada più». Sono le parole di Ousseynou Sy, l'autista che due giorni fa ha sequestrato un bus con 51 a bordo e gli ha dato fuoco, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip questo pomeriggio a San Vittore.

Durante l'interrogatorio davanti al gip di Milano, Ousseynou Sy, che non si è detto pentito, «ha lodato la politica italiana in tema di immigrazione, perché siamo l'unico Paese che mette dei soldi» per soccorrere chi tenta di fuggire. Lo riferisce ancora il difensore Davide Lacchini. L'autista 47enne avrebbe nuovamente ripetuto l'appello all'Africa di non partire per raggiungere l'Europa. Per l'avvocato il senegalese   ha manifestato «seri problemi di squilibrio psichico».
 
Ultimo aggiornamento: 18:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA