Milano, Sala pigliatutto: «La destra è forte solo finché non la guardi da vicino»
di Giammarco Oberto

Milano, Sala pigliatutto: «La destra è forte solo finché non la guardi da vicino»

Il sindaco uscente trionfa al primo turno, doppiato Bernardo

L'evento è storico. Anche se Sala, per pudore, ci mette un avverbio: «quasi». Sono da poco passate le 18 quando compare davanti a microfoni e taccuini nella sede del suo comitato elettorale, il bar Frida di via Pollaiuolo. In quel momento le sezioni scrutinate sono appena un terzo, ma è già lampante che a Milano non ci sarà alcun ballottaggio. Il sindaco uscente incassa il 57,3% delle preferenze e passa al primo turno. Il pediatra Luca Bernardo, arruolato quasi all'ultimo dal centrodestra per tentare un colpaccio in cui al di là dei proclami non credeva nessuno, si ferma al 32,3%. Un risultato pessimo, il suo, il più basso del centrodestra a Milano, per tutti i partiti e per tutte le liste» sentenzia il leader di Noi con l'Italia, Maurizio Lupi. Un risultato inevitabile «quando scegli i candidati come a X Factor» aggiunge.


Per Sala invece il verdetto delle urne «è un evento quasi storico». Spiega: «Il centrosinistra non è mai arrivato a vincere al primo turno a Milano dal 1993, cioè da quando c'è l'elezione diretta del sindaco». L'affluenza è stata la più bassa di sempre - a Milano è andato a votare il 47,6% degli elettori - ma a quanto pare a restare a casa sono stati gli altri: «Chi crede in me non si è astenuto. Rispetto al primo turno del 2016 ho preso 40-50 mila voti in più».


«La destra è forte finché non la guardi da vicino» osserva Sala. E rimarca la differenza tra la sua campagna e quella degli altri: «Lo mandiamo a casa, gridavano, il Maalox è pronto, stravinceremo». «Io non ho mai alzato i toni, non sono caduto nella polemica, nell'insulto». Neppure quando Bernardo diceva che «chi vota Sala è un pistola». Quel Bernardo che ieri sera ha dovuto mandar giù la batosta, sforzandosi pure di sorridere. «Sfido chiunque a ottenere un risultato migliore in 15 giorni campagna elettorale». Farà opposizione in Comune e continuerà a fare il medico, dice. «Che cosa auguro a Sala? Di far crescere la città». Cosa che sarà in effetti la grande sfida del sindaco rieletto: «I prossimi cinque anni saranno i più difficili - dice Sala - «Saranno i cinque anni più difficili della storia più recente di Milano. Dobbiamo uscire dalla pandemia, mettere a terra i fondi del Pnrr e prepararci alle Olimpiadi». La sua promessa: «Sarò il sindaco di tutti e troverò le formule per far partecipare tutti alla politica della città».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 6 Ottobre 2021, 08:13
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