Fontana: «Un piano Marshall da 3 miliardi così riconquisteremo tutti i nostri pimati»
di Simona Romanò

Attilio Fontana: «Un piano Marshall da 3 miliardi così riconquisteremo tutti i nostri pimati»

Governatore Attilio Fontana, la Lombardia sta superando lo choc di essere stata la Regione più martoriata dal Covid-19. Ora siamo sulla buona strada per la ripartenza?
«Nelle settimane di questa crisi mi è capitato spesso di entrare in ufficio mentre il sole del mattino illuminava la Madonnina e ogni volta ho avvertito il conforto di una certezza: sentivo che ce l'avremmo fatta. E soprattutto oggi, che siamo un po' più vicino all'uscita del tunnel, continuo ad essere fiducioso e sono sicuro che la tenacia dei lombardi aiuterà. Seguendo le prescrizioni, che ormai conosciamo, stiamo conquistando altri spazi di libertà e favorire così la piena ripartenza».

La Giunta regionale ha varato un vero e proprio Piano Marshall per far ripartire l'economia lombarda?
«Questa crisi è simile a un Dopoguerra. Occorre un Piano Marshall di ricostruzione della nostra economia, che punti su operosità, sviluppo, sicurezza e risorse immediate. Mettiamo in campo 3 miliardi di euro: 400 milioni già quest'anno, per Comuni e Province, per opere immediatamente cantierabili; il resto per altre opere regionali, distribuite su tutte le province. Lo sforzo è straordinario nel milanese, con un'iniezione di 60 milioni per i Comuni della Città Metropolitana, di cui 4 per Milano».

La Fase 2, però, ha bisogno di tempo...
«Serve gradualità per garantire la salute di tutti: ogni categoria, dai ristoranti ai parrucchieri, riapre in piena sicurezza per raggiungere una nuova normalità».

Per proseguire nella Fase 2, senza rischiare un distruttivo passo indietro, cosa occorre?
«Puntare sulla flessibilità con lo smart working laddove sia possibile; orari diversificati per l'ingresso in ufficio e i negozi potrebbero aprire verso le 11. Su questi punti siamo in attesa di risposte dal Governo».

Milano e la Lombardia riconquisteranno i vecchi primati?
«Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 saranno una formidabile occasione, come lo è stato Expo 2015, per riconquistare i nostri vecchi primati».

Cosa ricorderà di questi tre mesi infernali?
«I volti stravolti di medici e infermieri, gli occhi smarriti dei pazienti che lottavano contro un male sconosciuto. Ma anche la solidarietà e i sorrisi dei volontari che, da tante nazioni del mondo, sono accorsi in nostro aiuto».

Cosa non rifarebbe?
«Rimpiango il fatto che, nonostante gli sforzi immensi per tutelare la salute pubblica, non siamo riusciti a salvare più vite umane».

Orgoglioso di aver guidato la Lombardia in questa emergenza storica?
«Mi sono sentito addosso una responsabilità e un peso enormi, ma non ho mai perso la determinazione proprio perché spinto dall'orgoglio di essere alla guida di una straordinaria comunità di cittadini».


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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio 2020, 10:57
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