Arrestato il sindaco di Opera: migliaia di mascherine «rubate» alle Rsa per darle a familiari e amici

Arrestato il sindaco di Opera: migliaia di mascherine «rubate» alle Rsa per darle a familiari e amici

Mascherine per familiari e dipendenti comunali e amici, quando durante la pandemia non si trovavano. Il sindaco di Opera (Milano), Antonino Nucera, e la dirigente dell'Ufficio tecnico del comune, Rosaria Gaeta, sono stati arrestati stamattina dai Carabinieri del Comando provinciale di Milano. Loro due e tre imprenditori edili (Giuseppe Corona, Giovanni Marino e Rosario Bonina) sono ritenuti responsabili a vario titolo di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Nocera è stato posto agli arresti domiciliari: «Il sindaco di Opera - si legge in una nota - nei primi mesi della pandemia, ha distribuito a stretti congiunti e a dipendenti comunali 2.000 mascherine chirurgiche che erano destinate a RSA e farmacie».

 

Diceva ai suoi cittadini di non uscire di casa

 

Nucera, 50 anni, originario di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), eletto con il Centrodestra (Lega, Fi e una lista civica) durante la prima pandemia, nel maggio 2020, è salito agli onori delle cronache per un'ordinanza molto restrittiva che imponeva ai cittadini di non uscire di casa, scatenando una campagna social da parte degli abitanti. In quell'occasione aveva dichiarato che «l'ordinanza emessa ha un unico obiettivo: garantire la sicurezza e la tranquillità di tutta la comunità operese». Secondo le indagini, in totale, sono state da lui indebitamente 'distratte' 2.880 mascherine, prevalentemente alla farmacie comunali che avrebbero dovuto distribuirle alla popolazione ma, in più occasioni, come testimonierebbero anche delle intercettazioni, anche alla rsa presente nella frazione di Noverasco (Milano). 

 

L'inchiesta partita nel febbraio 2020

 

L'indagine 'Feudum' - coordinata dai Procuratori Aggiunti, Alessandra Dolci e Maurizio Romanelli, e dai Sostituti Silvia Bonardi e Stefano Civardi, e condotta dal Nucleo Investigativo dell'Arma - è partita a febbraio del 2020. Al centro dell'indagine c'è quella che secondo gli inquirenti è una «stabile relazione corruttiva» fra lo Nucera, la dirigente dell' Ufficio Tecnico comunale ed alcuni imprenditori che ha riguardato lavori in strade, scuole e non solo (5 in tutto gli arresti). Oltre al sequestro preventivo al sindaco e alla dirigente di 40 mila euro, e di due autocarri che sarebbero stati utilizzati per un traffico di rifiuti, fra le misure cautelari figura anche una misura interdittiva (ovvero divieto di esercitare attività professionali e imprenditoriali) nei confronti di un architetto bresciano consulente del Comune di Opera e progettista di fiducia della Locate District (società proprietaria dell'outlet «Scalo Milano» di Locate di Triulzi nel Milanese).

 

Il lavoro investigativo, spiegano i carabinieri in un comunicato, ha permesso di «ricostruire» un «illecito condizionamento in alcune procedure ad evidenza pubblica bandite dal Comune» fra l'altro per la manutenzione delle scuole e per la riqualificazione, da un milione di euro, del centro sportivo comunale, ma anche il contratto da 350 mila euro per la manutenzione delle strade comunali, la procedura negoziata per la manutenzione del centro civico (da 80 mila euro) i lavori di adeguamento delle scuole (60 mila) e persino la fornitura di 4 termoscanner per l'emergenza covid installati all'ingresso del Municipio, del Comando di Polizia Locale, della Biblioteca e della farmacia comunali.

 

A questo si aggiunge anche il traffico illecito di rifiuti che sarebbe stato ideato dagli imprenditori indagati con «lo stoccaggio, il riutilizzo e l'interramento - in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all'interno del Paco Sud di Milano - di circa mille tonnellate di fresato d'asfalto ed altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza, attestando falsamente il regolare recupero dei predetti rifiuti speciali mediante 'formularì ideologicamente falsi ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, parimenti indagati». Le indagini hanno anche accertato «le utilità illecite percepite» dal sindaco e dall'architetto comunale. come pagamento «per gli atti contrari ai doveri d'ufficio compiuti». 

 

Il vicesindaco: tutto surreale, sono sorpreso e deluso

 

«Guardi appena ho letto, sono corso in Comune. Siamo qua perché ci sono i carabinieri che stanno svolgendo le loro attività»: è «stupito, sorpreso e deluso» Ettore Fusco, l'esponente leghista per dieci anni sindaco di Opera, ed ora vicesindaco di Antonino Nucera, arrestato questa mattina fra l'altro per peculato e corruzione. «Ho letto cose assurde, che non c'entrano con la città di Opera»: fra le accuse a Nucera c'è quella di interramento illecito di rifiuti, «mille tonnellate sotto una strada, ma noi non abbiamo realizzato nulla che permetta di nasconderli», ha commentato all'ANSA dopo aver letto le prime notizie sui media.

 

«Poi c'è questa roba delle mascherine (che avrebbe tenuto invece di distribuirle alla farmacia comunale e alla rsa, ndr), è surreale. Il sindaco - Fusco è sicuro - chiarirà e si farà luce sula vicenda». Anche la casa a San Donato, su cui sarebbero stati fatti lavori come tangente, «non è sua» e «non mi risulta che l'architetto del Comune sia la sua compagna». «Siamo ovviamente delusi e molto sorpresi - ha aggiunto - Non pensavamo che sarebbe potuta accadere una cosa del genere. Si farà luce su tutto e confido che si dimostrerà l'estraneità delle persone coinvolte. Intanto l'amministrazione comunale va avanti».

 

Ha sottratto 2.880 mascherine

 

Nucera, il sindaco di Opera (Milano) arrestato e posto ai domiciliari, oggi, dai Carabinieri di Milano, in esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano, in merito alla presunta indebita gestione di mascherine chirurgiche, è indagato «per l'ipotesi di reato di cui all'artt. 81 cpv e 314, c.1, c.p. perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità di Sindaco del Comune di Opera, si appropriava di un numero stimato di 2.880 dispositivi di protezione individuale».

 

«Nella specie», si legge ancora nell'ordinanza di oltre 200 pagine firmata dal gip Fabrizio Filice, si tratta di «mascherine, destinate, nei quantitativi di seguito indicati, alla RSA Anni Azzurri Mirasole di Opera - Frazione Noverasco (forniture da parte della Città Metropolitana di Milano e dalla Protezione Civile) e alla farmacia comunale di Opera, in particolare: 2.380 dispositivi diretti alla RSA; 500 dispositivi facenti parte della fornitura alla farmacia comunale».

 

La ex moglie: «Dammi le mascherine per i miei»

 

«Le mascherine ai miei, che non ne hanno». Così chiedeva, intercettata dai carabinieri, l'ex moglie del sindaco di Opera (Milano) Antonino Nucera, arrestato e posto ai domiciliari, oggi, insieme alla dirigente dell'ufficio tecnico del Comune e ai tre imprenditori per una vicenda di appalti e corruzione. «Perché loro vanno a fare la spesa senza mettersele, capito - aggiungeva la donna - le hanno finite». E in un'altra telefonata, una dipendente comunale chiedeva al sindaco mascherine per i colleghi dipendenti: «Ascolta sindaco... le mascherine, quelle azzurre, ne hai rubate un pò di quelle che dovevano andare alle Rsa?».

 

«Sindaco, hai rubato mascherine alle Rsa?»

 

«Ascolta sindaco...le mascherine quelle azzurre, ne hai rubate un pò di quelle che dovevano andare alla Rsa?». E un'intercettazione, del 22 marzo 20202, tra una dipendente comunale e il sindaco di Opera (Milano) contenuta nell'ordinanza che ha portato ai domiciliari, tra gli altri, il primo cittadino Antonino Nucera. Nel pieno dell'emergenza Covid avrebbe riuscito, secondo la procura di Milano, ad accamparsi circa 2.800 mascherine, alcune delle quali destinate alla residenza per anziani 'Anni azzurri Mirasolè è in parte a una farmacia comunale. 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 Aprile 2021, 12:26
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