Ambientalisti occupano sede Enel: «Chiudete le centrali a carbone». E spunta anche 'Zorro'

Milano, ambientalisti occupano sede Enel: «Chiudete le centrali a carbone». E spunta anche 'Zorro'

Una cinquantina di attivisti ecologisti, per lo più studenti e appartenenti a centri sociali, ha occupato la sede dell'Enel di via Carducci 3 a Milano chiedendo un incontro con dirigenti e giornalisti. Tra loro è presente il sindacalista che, travestito da Zorro, qualche giorno fa ha srotolato uno striscione con la scritta «Restiamo Umani» durante la manifestazione di sabato scorso a piazza Duomo, a Milano.

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«I dirigenti ci negano un confronto pubblico - racconta un'attivista all'Adnkronos - Alle 17.30 di questo pomeriggio abbiamo occupato la sede di via Carducci chiedendo risposte in merito alla chiusura della centrale a Civitavecchia. Noi da qui non ce ne andiamo. Resteremo ad oltranza. La chiusura di tutte le centrali a carbone deve essere immediata ed Enel deve assumersi il compito della riconversione ecologica degli impianti!».

 
 

A quanto riferiscono gli occupanti, la dirigenza Enel avrebbe accettato un incontro ma non alla presenza dei giornalisti. Gli attivisti, appartenenti a movimenti ecologisti disparati, affermano di occupare non in rappresentanza di gruppi di riferimento ma «in quanto singoli individui, indipendenti». Chiedono che Enel da subito annunci «la data della chiusura di tutte le centrali a gas e a carbone, data in cui l'azienda smetterà di emettere gas climalteranti nell'atmosfera e quindi di compiere crimini contro l'umanità e le altre specie animali; la strategia aziendale per la riconversione dei dipendenti che ad oggi lavorano in settori incompatibili con la riconversione ecologica».

«Come affermano chiaramente gli scienziati di tutti il mondo, l'accordo di Parigi e l'ultimo rapporto Ipcc sulle emissioni di carbonio nell'atmosfera rappresentano una minaccia per la sopravvivenza dell'uomo e di tutte le specie animali sulla terra - si legge in un volantino degli occupanti - Per questo dobbiamo assolutamente azzerare le emissioni nell'atmosfera entro il 2030. Enel nonostante nelle pubblicità si faccia bella con campagne di greewashing produce la grande maggioranza dell'energia che vende da fonti fossili, macchiandosi così di crimini nei confronti dell'umanità e di tutte le altre specie». 

In relazione all'occupazione della sede, Enel ci ha inviato una nota che pubblichiamo.

Con riferimento alla manifestazione di alcuni attivisti di centri sociali presso la sede Enel di Milano, l'Azienda intende precisare innanzitutto come la protesta sia assolutamente pacifica. Enel non ha richiesto alle forze dell’ordine lo sgombero dei manifestanti, ha offerto loro bevande e pasti caldi e ha messo a disposizione, come richiesto, delle prese elettriche per consentire la ricarica dei telefoni cellulari.

L’Azienda ha proposto sin da subito un incontro tra i propri manager e i rappresentanti degli occupanti, con lo scopo di poter illustrare nel dettaglio il proprio impegno nella lotta al cambiamento climatico e, nello specifico, il programma di dismissione delle centrali a carbone già avviato.

Enel, azienda leader nella transizione energetica e principale operatore nelle fonti rinnovabili a livello mondiale, ha assunto da anni l’impegno pubblico di raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di CO2 entro il 2050.

In Italia, Enel Produzione ha avviato già dal 2015 il progetto Futur-e, volto alla dismissione e alla riqualificazione di 23 centrali termoelettriche in Italia, con lo scopo di dare nuova vita ai siti attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, chiamate a partecipare a concorsi di progetti attraverso i quali individuare nuovi usi per gli impianti di produzione non più in uso.

Lo scorso 15 maggio, l’Azienda ha inoltre avviato le attività propedeutiche al phase-out, entro il 2025, della produzione a carbone, in un percorso tale da assicurare la sicurezza del sistema elettrico italiano. Il piano prevede una sostituzione progressiva degli attuali impianti a carbone con nuova capacità da fonti rinnovabili in tutto il territorio nazionale, impianti di accumulo e impianti a gas a ciclo aperto nei siti in cui Enel è oggi presente, in un adeguato quadro di mercato ed in presenza di percorsi autorizzativi rapidi e certi. La strategia di Enel è coerente con quanto previsto dalla proposta di Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, che prevede un rilevante programma di crescita delle fonti rinnovabili e di nuove tecnologie (come ad esempio sistemi di accumulo di energia e gestione attiva della domanda) e di nuova capacità produttiva flessibile a gas, che rivestiranno un ruolo chiave per garantire una adeguata e progressiva transizione. 

In linea con queste considerazioni, il 15 maggio Enel ha dunque inviato alle istituzioni centrali e territoriali competenti la documentazione necessaria per avviare l’iter di riconversione per i siti di La Spezia, Fusina, Civitavecchia e Brindisi, in parziale sostituzione della capacità a carbone oggetto di phase-out.

Con riferimento al ricorso al Tar, menzionato dagli occupanti, Enel Produzione intende ricordare che, come annunciato nella scorsa Assemblea degli Azionisti, tale ricorso è stato già ritirato: nel merito, il ricorso in oggetto era unicamente finalizzato ad osservare che, coerentemente con quanto previsto dalla SEN 2017 e dalla versione preliminare del Piano Integrato Energia e Clima, l’uscita dal carbone dovesse essere inserita all’interno di un programma di sviluppo di nuova capacità e di adeguamento infrastrutturale del sistema elettrico, di modo che la transizione avvenisse in condizioni di sicurezza del sistema. Il ricorso è stato abbandonato proprio in considerazione dell’avvio dei tavoli di confronto con le amministrazioni interessate e con tutti gli operatori coinvolti.

Enel Produzione auspica pertanto che gli attivisti, che tuttora occupano la sede di Milano, possano riconsiderare l’offerta di un incontro tramite una loro rappresentanza,  cosi’ da condividere l’impegno dell’Azienda nella transizione energetica e il proprio programma, già avviato, volto a raggiungere l’azzeramento delle emissioni climalteranti.

Mercoledì 22 Maggio 2019, 22:33
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