Italia-Inghilterra, la Delta fa paura: niente maxischermi in piazza. Da Milano a Palermo frenata di sindaci

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di Diodato Pirone

Se lo stop non arriva dai sindaci ora intervengono addirittura i prefetti. L'alt ai maxi-schermi in piazza per la finale degli europei fra Italia e Inghilterra ormai non si contano più da Nord a Sud, dal Tirreno all'Adriatico. Il refrain è sempre lo stesso: «Ormai è chiaro - è la tesi di decine di sindaci - Basta che in piazza ci sia un contagiato che si formano focolai difficili da tenere sotto controllo nei giorni successivi. La variante Delta è molto insidiosa e si diffonde con estrema facilità E' vero che i vaccinati sono tanti e gli ospedali semi vuoti e tuttavia nessuno vuole ricominciare a settembre-ottobre con la solfa delle chiusure».
L Italia è comunque divisa. La voglia di festeggiare in piazza e di rivivere le notti magiche è, inutile dirlo, fortissima
Se a Roma Uefa, Comune e prefettura hanno cercato di trovare una soluzione - senza riuscirci - per usare i maxi schermi allo stadio Olimpico con l'obiettivo di ospitare almeno 16mila tifosi, in altre città come Milano, Venezia, Padova, Trieste, Palermo, Cagliari e Sassari già da ieri mattina si sapeva che non ci sarebbero state proiezioni in piazza. Anzi: in alcuni casi, sono previste ordinanze ad hoc per «salvaguardare la sicurezza dei cittadini nel rispetto delle norme anti-covid». Questo significa che sono vietati - almeno in teoria - anche i festeggiamenti. I prefetti di Chieti e Treviso poi sono intervenuti in anticipo con ordinanze molto chiare: in quelle province è vietato istallare maxi-schermi. Punto e basta.

Europei, no ai maxischermi. L'infettivologo: «I rischi si spostano a casa. Tifo sì ma con le mascherine»


NON SOLO DIVIETI
Un invito alla cautela per domani sera è arrivato innanzitutto dal ministro per la Salute, Roberto Speranza: «tifiamo Italia ma attenzione, va usata la mascherina in ogni situazione, anche all'aperto, in cui c'è il rischio di assembramenti e di non tenere almeno un metro di distanza», ha spiegato il ministro che non deflette dalla sua tradizionale linea improntata alla prudenza.
E il difensore azzurro, Leonardo Bonucci, ha lanciato un appello ai tifosi, invitando i ragazzi a festeggiare nel rispetto di se stessi e del prossimo. «Ho visto immagini dure - dice - difficili, poco rispettose, che vanno stigmatizzate».
Nella Capitale tuttavia si è tentato di garantire spazio al tifo sia pure nella massima sicurezza ma poi sono prevalse le ragioni della prudenza anche perché l'apertura dello Stadio Olimpico per un evento non sportivo, come i maxi-schermi, avrebbe consentito una capienza massima ad appena 1.500 persone e non alle 16 mila di cui si era parlato nei giorni scorsi. Una capienza così modesta all'Olimpico avrebbe probabilmente creato più problemi di quelli che si volevano risolvere.
Nessun problema per le altre aree dedicate ai tifosi romani della nazionale che sono già state collaudate in occasione della semifinale vinta dall'Italia contro la Spagna: piazza del Popolo - tra le più grandi aree allestite in Europa per questo tipo di evento - accessibile solo tramite prenotazione almeno tre ore prima, con una capienza massima consentita di 2.500 posti e altri mille ai Fori Imperiali, ma si stanno valutando anche altri punti per diluire le presenze.

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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha invece escluso proiezioni in piazza. Anzi. «Cercheremo anche di vigilare rispetto a possibili festeggiamenti», annuncia.
Un esplicito divieto dei maxi -schermi in luoghi pubblici arriva dai sindaci di Sassari e di Cagliari. Ma ci saranno i locali, soprattutto quelli all'aperto, dove si potrà vedere la partita con numeri contingentati, distanziamento e mascherina se all'interno.
Stessa musica anche dall'altra grande isola italiana, la Sicilia. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando è esplicito: «Al termine della partita - ha spiegato - con le forze dell'ordine saremo pronti ad interventi di controllo, ma ovviamente qualunque ordinanza rischia di essere inutile se non c'è senso di responsabilità da parte della cittadinanza».
Il Comune di Rimini corre invece ai ripari con un'ordinanza che vieta domenica, nella zona dei locai sul lungomare, la vendita di bevande da asporto in contenitori di vetro e lattine. Ordinanze di stop a eventuali assembramenti anche a Venezia e Padova.
La febbre della finale ha però coinvolto anche religiosi e fedeli anconetani, che invece sono pronti a festeggiare in pubblico il ct degli Azzurri: la parrocchia di Santa Maria del Piano di Jesi, dove è cresciuto Roberto Mancini, anticiperà la messa della domenica sera e invita tutti a tifare la Nazionale sul maxi schermo all'aperto, nel campetto a fianco della chiesa di San Sebastiano, dove il Mancio tirò i primi calci al pallone, da bambino.


Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Luglio 2021, 10:46
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