Luglio, col bene che ti voglio. Preludio e invito

Luglio, col bene che ti voglio. Preludio e invito

È arrivato il caldo, un caldo beduino, che ci avverte in maniera inequivocabile dell' appropinquarsi di un mese che potrei definire oggettivamente delicato. Luglio. Personalmente è il momento dell'anno che preferisco. Luglio è un preludio, ma è anche stagione di modificazioni delle abitudini, quelle delle coppie. Ufficiali e non. Le scuole sono terminate e la prima soluzione, già individuata agli albori di giugno aveva a che fare con la sistemazione dei ragazzini che tra nonni, tate e centri estivi, almeno idealmente non avrebbero dovuto sperimentare ciò che gli adulti temono, la noia. Ma poi luglio inizia (e finisce) nel momento esatto in cui si palesa un'idea: agosto. Agosto, contrariamente al suo predecessore ha il sapore amarognolo di un dicembre, solo più torrido. È infatti come il Natale, felicemente ipocrita e senza scuse. Se hai famiglia, là devi stare. Non se ne esce con riunioni improvvisate che si prolungano, né tantomeno con improbabili cene di lavoro. E così, nella mente degli amanti inizia già a palesarsi l'idea del come faremo? E giù elucubrazioni, giramenti di scatole vorticosi che nemmeno la velocità 3 delle pale a soffitto e momenti di euforia alternati a sconforto. Agosto è il mese senza bombola d'ossigeno se non quella delle immersioni che, pur di staccare un'ora, ci concediamo nei luoghi di villeggiatura che lo consentono. E il salotto odierno è come luglio, un preludio, ma anche un augurio e un invito. A cosa? Alla migliore gestione del senso di colpa.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 8 Luglio 2022, 06:49
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