Firenze, rider morto contro un'auto. La rabbia di Nardella: «Costretti a correre per pochi euro, abominevole»

Il primo cittadino di Firenze su Facebook lancia un appello al nuovo Parlamento: "Dimostri di avere a cuore il valore del lavoro e della vita"

Firenze, rider morto contro un'auto. La rabbia di Nardella: «Costretti a correre per pochi euro, abominevole»

Un'altra vittima della strada, mentre lavorava. Sabato 1 ottobre, intorno alle 21:30, il rider viaggiava sul suo scooter in zona Rovezzano, Firenze, quando per motivi ancora da accertare si è schiantato contro un'automobile. Il 26enne è morto poco dopo. L'ennesima tragedia di fronte alla quale anche il sindaco Dario Nardella non è rimasto indifferente e sui social appare un suo duro sfogo. 

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La tragedia

 

Il giovane, di appena 26 anni, si è schiantato contro una Land Rover. Un impatto violentissimo, che non gli ha lasciato scampo. Il rider, infatti, è subito apparso in condizioni critiche e, alcune ore più tardi, il suo cuore ha smesso di battere. L'ennesimo rider che ha perso la vita sulle strade di Firenze, travolto da un'auto mentre svolgeva una delle tante consegne della serata. Le indagini, adesso, sono in corso per accertare le cause e le responsabilità dell'incidente stradale

Lo sfogo di Nardella

Sulla tragedia anche il primo cittadino di Firenze ha voluto dire la sua. Sul suo profilo Facebook ha diffuso un post in cui scrive: «Ieri sera - ha scritto Dario Nardella - in città si è consumata una tragedia. Un giovane rider di 26 anni è morto travolto da un’auto mentre viaggiava in scooter per fare una consegna. Le indagini chiariranno la dinamica dell’incidente e le responsabilità, ma intanto abbiamo una famiglia disperata e una comunità in lutto. È l’ennesimo caduto sul lavoro, ma ciò che fa più rabbia è l’ennesimo rider morto mentre correva per rispettare i tempi di consegna. Come Willy a Livorno, Roman Emiliano sul Terragno, Romulo a Montecatini».

«Zero tutele»

Ma la rabbia è tanta e lo sfogo di Dario Nardella si concentra sull'assenza di tutele da parte dello Stato: «Zero tutele, ritmi insostenibili, pochi diritti. Da anni a Firenze ci battiamo per la dignità di tutti i lavoratori e dei riders in particolare. Lanciati in bici o in moto nelle strade delle nostre città per consegnare milioni di pasti perché un algoritmo li spinge a correre sempre di più per guadagnare 600 euro al mese. Devono fare presto se vogliono guadagnare. Una corsa contro il tempo per soddisfare il cliente. Una corsa per pochi euro. Una corsa che costa la vita. Tutto questo è abominevole. Il mondo del delivery fa grandi margini sui lavoratori, sui consumatori e sui ristoratori. Deve essere regolato meglio. Il Parlamento appena insediato approvi immediatamente una norma a tutela di questi nuovi lavori e di questi giovani disciplinando in modo semplice ed efficace questo sistema di consumo. Dimostri di avere a cuore il valore del lavoro, delle relazioni sociali, della vita».


Ultimo aggiornamento: Domenica 2 Ottobre 2022, 15:25
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