Firenze, la proposta di legge salva centro storico. Nardella: «Limiti ad airbnb e ai mangifici»

Firenze, la proposta di legge salva centro storico. Nardella: «Limiti ad airbnb e ai mangifici»

Una legge a tutela dell'artigianato e che incentivi il ritorno alla residenza nei centri storici

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, vuole tutelare il centro storico. Il primo cittadino di Firenze lancia la proposta per la «legge salva centri storici» presentata in Consiglio comunale. Una legge di iniziativa popolare che limiti gli affitti brevi turistici, blocchi i «mangifici», tuteli la diversità del commercio e il decoro del centro e delle aree storiche. 

 

Una legge composta da pochi articoli, studiati per mesi, con l’obettivo ambizioso di dare ai Comuni strumenti a prova di Tar (e di Unione Europea) per una nuova pianificazione che faccia invertire la rotta su liberalizzazioni e turistificazione di Firenze e delle città d’arte.Siamo contro la rendita passiva e parassitaria

 

«Siamo contro la rendita passiva e parassitaria - ha spiegato Nardella da Palazzo Vecchio - e vogliamo invertire la rotta sul turismo mordi e fuggi e la deregulation del commercio. Puntiamo a salvare i centri storici partendo anche dall’esperienza della nostra città. Il primo obiettivo è quello di incentivare il ritorno della residenza in centro, di combattere il turismo mordi e fuggi e regolare gli affitti turistici brevi come succede in altre città europee. Il secondo obiettivo è tutelare il commercio tradizionale, l’artigianato. Il terzo, favorire il decoro anche inducendo i proprietari di immobili degradati ed abbandonati ad intervenire per il loro restauro».

 

«Serve una legge nazionale perché i sindaci e le amministrazioni regionali si sono mosse con azioni che spesso vengono attaccate nei tribunali amministrativi - ha sottolineato Nardella -. Da qui a settembre ci sarà una campagna di ascolto con le associazioni delle imprese e dei residenti e porterò la proposta anche all’Anci. Dobbiamo raggiungere e superare 50.000 firme: credo che le raccoglieremo rapidamente».

 

 

LA LEGGE

 

 

La legge prevede la definizione di centri storici ed aree di valore storico e riguarderà i Comuni Unesco, o capoluogo di Città Metropolitane o qualificati «Città» a norma di legge. Cardine della tutela dei residenti è la possibilità, in caso di carenza di alloggi, per i Comuni di fissare limiti temporali e quantitativi per le abitazioni da usare per affitti brevi turistici, sul modello di quanto ha fatto Parigi, nonché limiti per la variazione di destinazioni d’uso.

 

Sul capitolo del commercio si torna alla pianificazione, «con la diversificazione delle merci, così da dare servizi ai cittadini, ad esempio trovare vicino casa una ferramenta», ha detto Nardella, il rispetto delle distanze minime obbligatorie tra attività dello stesso tipo. «Non si potrà avere una strada con dieci paninoteche attaccate l’una all’altra», il rispetto di orari o giornate di chiusura, le limitazioni di insediamento in alcune zone, misure da varare dopo aver sentito le categorie economiche. E ancora il diritto di prelazione per i titolari di negozi e botteghe storiche in caso di vendita dell’immobile, sia di proprietà privata che pubblica.

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Giugno 2022, 21:24
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