Fase 3 in spiaggia: distanza di un metro anche in acqua. I sindaci: «Controlli impossibili»

di Diodato Pirone
L’Istituto Superiore di Sanità ieri ha fornito le tre regole di base per le ferie al mare degli italiani al tempo del coronavirus. Prima regola: nessun problema per i bagni al mare stando però a un metro di distanza dagli altri bagnanti. Secondo: anche in spiaggia sotto l’ombrellone i turisti dovranno avere la mascherina a portata di mano per indossarla quando non si può stare lontani. Terzo: gli stabilimenti dovranno misurare la temperatura a ospiti e personale.

Turismo, le nuove regole in spiaggia: stop alle feste, vigilare sui bambini e un metro di distanza anche in acqua
Covid, l'esperta della Asl: «Casi in diminuzione ma non è finita, attenti alle regole anche in vacanza»

L’Istituto ieri ha ribadito un dato importante: il virus può essere presente in acqua (in generale portato dalla rete fognaria o magari da passeggeri di barche) ma si diluisce e dunque non costituisce un pericolo.

Tutte le indicazioni sono pubblicate sul sito dell’Iss e sono chiare. In spiaggia restano vietati gli assembramenti, le feste e gli eventi musicali: la musica si può solo ascoltare. Gli accessi agli stabilimenti attrezzati sono regolati: servirà la prenotazione. Mentre per le spiagge libere, dove la sorveglianza risulta di difficile praticabilità, sono chiamati i sindaci e gli altri enti locali competenti ad applicare le regole utili alla riduzione del rischio.

LA PROTESTA
Ma da parte dei sindaci non arriva certo un applauso. «Noi - attacca Antonio Decaro, primo cittadino di Bari e presidente dell’Anci - siamo stati esclusi dalle decisioni su regole complicate».
«Ma poi su noi sindaci - dice ancora Decaro - finisce la responsabilità della loro applicazione». Come se non fosse già chiaro Decaro conclude così: «Ci danno il compito impossibile di far rispettare, sulle spiagge libere, le nuove regole del distanziamento. Nonostante sia noto che non abbiamo nemmeno le risorse per continuare a pagare i servizi essenziali e che il controllo spetti alle forze dell’ordine». Forse proprio per questo Decaro era stato uno degli ideatori del piccolo esercito di 60.000 vigilanti civili che poi pare sia stato accantonato.

Ma torniamo al rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (al quale hanno collaborato anche l’Inail, i tecnici della Conferneza Stato-regione e gli esperti dell’Arpa) che risponde al tentativo di tranquillizzare gli italiani sul fronte delicatissimo delle ferie al mare.
Le raccomandazioni riguardano sia gli stabilimenti che i bagnanti. A cominciare dalla prenotazione dell’accesso agli stabilimenti (anche online) per fasce orarie e dalla registrazione degli utenti per rintracciare eventuali contatti in seguito a contagi. L’elenco delle presenze dovrà essere tenuto dalle strutture per almeno 14 giorni e nel rispetto della normativa sulla privacy. L’Iss sottolinea che spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali non devono essere trattati in alcun caso con prodotti biocidi.
Il distanziamento deve essere di almeno 1 metro tra persone che non appartengono allo stesso nucleo familiare, anche durante la balneazione. Permane la responsabilità di vigilanza sul distanziamento dei bambini.

La pulizia, con regolarità almeno giornaliera, riguarderà tutte le superfici, gli arredi delle cabine e le aree comuni; va fatta in modo regolare e frequente la sanificazione delle attrezzature (sedie, sdraio, lettini, inclusi galleggianti e natanti), oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo delle strutture come cabine-doccia singole e spogliatoi quando non sia possibile assicurare una disinfezione tra un ospite e l’altro. Ai bagnanti verranno forniti disinfettanti per l’igiene delle mani, mentre il personale dovrà essere dotato di dispositivi di sicurezza personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e dovrà utilizzarli obbligatoriamente in caso di contatti ravvicinati con i bagnanti. Le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati. 

Bagni
Anche in mare
niente contatti


Le regole fissate dall’Istituto Superiore di Sanità sono chiarissime: sia sulla spiaggia che in acqua si deve stare ad almeno un metro di distanza da persone che non si conoscono. Anche sotto l’ombrellone bisognerà avere la mascherina a portata di mano per poterla usare se fosse impossibile mantenere la distanza interpersonale.

Musica
Consentito
solo l’ascolto


L’Iss fpormula la raccomandazione di «vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet». Inoltre si consiglia «di interdire gli eventi musicali, con la sola eccezione di quelli esclusivamente di ascolto con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale».

Contagi
Tra le onde 
virus innocuo


In acqua il Covid 19 è innocuo. Tutti gli studi compiuti finora (furono i francesi a scoprirlo per primi nei rivoli usati a Parigi per la pulizia delle strade) hanno dimostrato che il virus si diluisce in acqua in quantità tali da non costituire «un pericolo irrilevante». Si tratta di una precisazione importante che tranquillizzerà i milioni di italiani amano fare le ferie al mare.


Lidi
Clienti “schedati”
per 14 giorni


Raccomandata la prenotazione dell’accesso agli stabilimenti (anche online) per fasce orarie e registrazione degli utenti per rintracciare eventuali contatti in seguito a contagi. L’elenco delle presenze dovrà essere tenuto dalle strutture per almeno 14 giorni e nel pieno rispetto della normativa nazionale sulla privacy. 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Giugno 2020, 15:33
© RIPRODUZIONE RISERVATA