Yara, fischi e grida in carcere dopo la condanna di Bossetti. Lui: «Trasferitemi dove posso lavorare»

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Dopo la sentenza di condanna definitiva all'eergastolo pronunciata ieri dalla Cassazione contro Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio nel carcere di Bergamo si sono sentiti fischi e grida. A documentarlo le telecamere di Quarto Grado su Retequattro che ieri sera erano all'esterno del carcere. Tra le grida, si sentono anche quelle di un detenuto che dice «giustizia» e le immagini mostrano, a un certo punto, un oggetto, posto all'esterno di una cella, a cui è stato dato fuoco.
 


«Vorrei essere trasferito in un penitenziario dove poter lavorare. Per non impazzire chiedo di poter essere utile, di lavorare. Oggi non ho più nulla, mi resta il pensiero dei miei figli e della mia famiglia», ha detto Bossetti dopo la sentenza secondo quanto riferisce Quarto Grado. Dopo il verdetto giunto nella tarda serata di ieri Bossetti avrebbe trascorso la notte insonne e piangendo. Avrebbe inoltre incontrato il cappellano del carcere, e anche la moglie.
 
 



 
Sabato 13 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-10-2018 09:46
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