Voli cancellati, rimborsi fino a 600 euro: ecco quando sono previsti (o no) e come richiederli

Voli cancellati, rimborsi fino a 600 euro: ecco quando sono previsti (o no) e come richiederli

Caos e disagi sul traffico aereo, tra voli cancellati e grande preoccupazione di chi teme che la sua vacanza verrà rovinata. Contro questi disagi da anni combattono le associazioni che si occupano dei diritti dei viaggiatori e la stessa Ue che ha cercato di regolamentare il tema dei ritardi, delle cancellazioni e quindi dei conseguenti rimborsi. Cosa fare dunque se il proprio volo viene cancellato, mettendo a repentaglio coincidenze, prenotazioni di alberghi e tutto il resto?

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Il regolamento Ue 261 prevede che il passeggero di un volo annullato ha diritto a partire su un altro volo (e non per forza della stessa compagnia) e chiedere un risarcimento oltre al rimborso del biglietto se l'avviso è arrivato meno di due settimane prima del decollo. Indipendentemente dal prezzo del biglietto, l’indennizzo è compreso tra 250 e 600 euro. Per attese di 2 o più ore la compagnia aerea deve fornire snack e bevande. Ai viaggiatori è consigliato conservare scontrini e ricevute, anche di eventuali pasti o voucher spesi, oltre che di pretendere l'assistenza a terra. 

A quanto ammonta il risarcimento

In caso di cancellazione si ha diritto al rimborso dell’intero prezzo del biglietto oppure la pretesa dalla compagnia aerea un volo sostitutivo. Se l'informazione dalla compagnia aerea è arrivata con meno di 14 giorni di preavviso rispetto alla data di partenza, si ha inoltre diritto a un risarcimento compreso tra 250 e 600 euro: 250 euro per le tratte fino a 1.500 km, 400 euro fino a 3.500 km e 600 euro oltre i 3.500 km. 

Per poter esigere il risarcimento devono inoltre essere soddisfatti i seguenti requisiti: la compagnia aerea era responsabile della cancellazione del volo; bisogna aver effettuato il check-in con puntualità; il tuo volo è partito dall’UE (qualsiasi compagnia aerea) oppure è atterrato nell’UE (compagnie aeree con sede nell’UE); il volo oggetto del disservizio non risale a più di un anno e mezzo fa. 

Quando il rimborso non è dovuto

Il rimborso non è dovuto se si viene informati più di 14 giorni prima della partenza o se l’informazione avviene tra 2 settimane e 7 giorni prima della partenza prevista ma in presenza dell’offerta di un volo alternativo che consentirebbe di partire non oltre 2 ore prima dell’orario originariamente previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di 4 ore dopo l’arrivo originariamente previsto. E ancora: il risarcimento non è dovuto se la compagnia può provare che la cancellazione deriva da circostanze eccezionali. Già, ma quali sono? Tutte quelle che la compagnia non poteva prevedere: maltempo, sciopero, blocco informatico

Come chiedere il risarcimento?

Bisogna inviare un reclamo alla compagnia aerea compilando il modulo (clicca qui per scaricare il pdf). Poi ci si può rivolgere all’autorità nazionale competente. Oppure agli organismi per la risoluzione alternativa delle controversie. Oppure, in ultima battuta, rivolgersi alla giustizia del proprio Paese di residenza.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 4 Luglio 2022, 18:11
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