Vittorio Sgarbi: «Mettere al bando la cultura russa per la guerra in Ucraina? Roba da minorati mentali»

Sgarbi: "Cultura russa al bando? Una follia"

«Minorati mentali. Sono tutti fuori di testa. Ma come si fa a prendersela con direttori d’orchestra oppure con grandissimi autori della letteratura mondiale per colpa della guerra tra Russia e Ucraina?». 
Vittorio Sgarbi non le manda certo a dire. I suoi giudizi sono come una lama di scimitarra. Tagliano a fette, non lasciano scampo.


Anna Netrebko, la soprano russa super star, non si esibirà più al Metropolitan Opera di New York.... E anche alla Scala di Milano.
«Follia, azioni da minorati mentali».


Vale anche per il caso del direttore d’orchestra russo Gergiev, cui il sindaco di Milano, Beppe Sala, aveva chiesto di condannare la guerra?
«Vergognoso, è razzismo culturale». 


Si Spieghi. 
«Siamo di fronte a situazioni inconcepibili. È come se mettessimo al bando Pirandello perché era fascista». 


Oppure?
«Non leggere Platone perché all’epoca, in Grecia, c’erano i colonnelli. Roba da matti». 


Però si possono prendere le distanze dalla guerra. 
«Certo. Ma Putin è abbagliato dall’idea della Grande Russia. E comunque non è mettendo al bando chi fa cultura che si risolve una crisi come quella che stiamo vivendo. Bisogna solo far tacere le armi». 


Restando a guardare, solo perché si fa parte del mondo della cultura?
«E che colpa ne ha Dostojevski? La cultura e l’arte sono patrimonio di tutti. Sospendere un corso di letteratura sul grande autore russo Dostojevski è un atto gratuito di provocazione». 

Non ha alcun senso? 
«E me lo domanda? Qui siamo arrivati alla finta resa dei conti “retroattiva”. Quando Dostojevski ha scritto, di certo non immaginava di poter essere veicolo di propaganda di Putin...». 


Si è capito in ritardo l’errore di sospendere un corso universitario?
«Alla Bicocca hanno dovuto fare precipitosamente retromarcia, riportando in auge il corso del prof su Dostojevski. E finirà tutto nella merda pure per la vicenda del “niet” alla Scala».


Cioè? 
«Se dovessero annullare una mia conferenza per motivi ideologici, farei subito causa chiedendo un sostanzioso risarcimento. Anche il maestro Gergiev farà così, alla fine bisognerà pagarlo profumatamente». 


Al Salone di libro di Torino niente delegazioni ufficiali, ma non saranno boicottati libri o autori russi. Va meglio così?
«Nient’affatto. Allora bisognava bruciare l’opera del Manzoni perché in Italia c’era il Duce». 


Lo sport però ha messo al bando le nazionali e le squadre della Russia. È giusto?
«Dico solo che alle recenti Olimpiadi di Pechino sono andati tutti i Paesi. Eppure in Cina c’è un regime, una dittatura. E vogliamo parlare dei talebani, lasciati tranquillamente al potere?». 


Ultimo aggiornamento: Sabato 5 Marzo 2022, 14:21
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