Vittorio Sgarbi e il derby dell'abete: «Preferisco il tradizionale Spelacchio, a Milano sembra un luna park»

di Ilaria Del Prete
Da una parte Spelacchio, l’abete che con i suoi 22 metri d’altezza domina da piazza Venezia il Natale dei romani. Dall’altra, al centro di piazza Duomo a Milano, una imponente installazione di maglia metallica e luci a led a basso consumo energetico, alta 37 metri. Il sondaggio su quale sia l’albero di Natale più bello è partito sulla pagina Facebook di Leggo. Una sfida puramente goliardica che in poche ore ha coinvolto migliaia di lettori. Al momento Spelacchio si è aggiudicato la maggioranza delle preferenze, doppiando il collega meneghino. Ma la gara non è ancora finita: c’è ancora tempo per scegliere l’albero preferito sui nostri social. 

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Vittorio Sgarbi, tra quello di Roma e quello di Milano quale albero di Natale preferisce?
«Nonostante la mia antipatia per la sindaca Raggi, quello di Roma». 

Perché?
«È tradizionale. Luminoso. Insomma, è un albero. In linea con l’immaginario natalizio nazionale». 

E quello techno di Milano?
«È una specie di siluro. Una cosa che può stare bene in un luna park. Anche quando ero assessore a Urbino mi sono battuto contro questi coni luminosi. Matteo Salvini dovrebbe intervenire per salvaguardare l’immagine della sua città». 

Perché alle persone piace tanto parlare dell’albero di Natale?
«Si crea dibattito perché ogni anno c’è qualcuno che si inventa qualcosa. Ma, invece, la gente vuole solo un simbolo che rappresenti la storia a cui appartiene».

E a Palazzo Chigi che albero vedrebbe bene?
«Quelli non hanno gli occhi per piangere, altro che albero... Ma nel caso invece delle palle ci vedrei bene degli uccelli...». 
Mercoledì 11 Dicembre 2019, 08:00
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