Agnoletto, sfida a Big Pharma: «Via il brevetto dai vaccini, solo così possiamo uscirne»
di Valeria Arnaldi

Agnoletto, sfida a Big Pharma: «Via il brevetto dai vaccini, solo così possiamo uscirne»

Immediata moratoria sui brevetti per i vaccini anti-Covid e licenze obbligatorie. Insomma, mettere il vaccino a disposizione di tutti, al di là degli interessi delle aziende farmaceutiche. Sono gli obiettivi dei Comitati europeo e italiano Ice, Iniziativa Cittadini Europei, che ha lanciato una raccolta firme (noprofitonpandemic.eu/it): averne un milione imporrebbe alla Commissione Europea di prendere iniziative in materia.

 

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Vittorio Agnoletto, esponente di Medicina Democratica e rappresentante di Ice, come si può rendere concretamente il vaccino disponibile a tutti?

«I governi possono ricorrere alle licenze obbligatorie. È previsto nelle clausole degli accordi Trips del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, che riconoscono che quando un’azienda mette sul mercato un vaccino ne ha il brevetto per 20 anni e ne ha il monopolio, ma anche che la tutela della salute viene prima dell’interesse economico. Quindi, se un Paese è in una situazione economica difficile di fronte a una pandemia può autorizzare le industrie nel suo territorio a produrre il farmaco, pagando un risarcimento all’azienda».

 

Perché non viene fatto?

«Manca la volontà politica. Si è visto pure nei giorni scorsi. Il Wto doveva analizzare la richiesta di India e Sudafrica per l’immediata sospensione dei brevetti dei vaccini anti-Covid. Finora Ue, Usa, Canada, Svizzera, Australia si sono schierati contro. L’11 marzo la richiesta sarà discussa al Consiglio Trips. Per quella data, avremo centomila firme. Invieremo anche una lettera al presidente Draghi».

 

Intanto le aziende hanno ridotto le dosi di vaccino per l’Italia: cosa si può fare?

«Ci sono le multe ma sono un’arma spuntata. Chi prende decisioni di questo tipo ha messo a bilancio le multe. Dal 1991 al 2016, Big Pharma ha avuto 36 miliardi e mezzo di dollari di multe a livello mondiale. Ma le 11 aziende più grandi hanno avuto ricavi per 711 miliardi solo tra il 2003 e il 2012».

 

La licenza obbligatoria produrrebbe subito effetti?

«Sarebbero immediati. Tutte le aziende potrebbero produrre il vaccino. Aumenterebbe subito la capacità produttiva. E si potrebbero effettuare cambi di destinazione in altre aziende. Si segue, però, un’altra logica: i Paesi chiedono a chi produce il vaccino di fare accordi commerciali con altre aziende. Ciò garantisce ai produttori ulteriori guadagni e potere».

 

E il finanziamento pubblico?

«Chiediamo di desecretare gli accordi con le aziende: dove i vaccini sono stati cofinanziati, il brevetto deve appartenere anche all’Ue. I Paesi cofinanziano la ricerca con soldi pubblici, però poi acquistano i vaccini a prezzo di mercato».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 4 Marzo 2021, 15:50
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