Vigilante ucciso, a uno dei tre baby killer anche un permesso-premio per fare un provino calcistico
di Enrico Chillè

Vigilante ucciso, a uno dei tre baby killer anche un permesso-premio per fare un provino calcistico

Insieme a due suoi amici è accusato di aver ucciso il vigilante Franco Della Corte all'interno di una stazione della metro a Napoli, ma per i suoi 18 anni ha ottenuto un permesso-premio, uscendo temporaneamente dal carcere per festeggiare con la famiglia. Un episodio che aveva fatto molto discutere, ma che ora scatena una vera e propria ondata di indignazione, perché è venuto alla luce che, in meno di un anno di carcere, uno dei tre baby killer di Piscinola ha usufruito di altri quattro permessi, uno dei quali per partecipare ad un provino con una società dilettantistica di calcio della provincia di Benevento.

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Un altro permesso-premio ricevuto dal giovane, invece, ha riguardato un pranzo con la famiglia in un ristorante situato nello stesso comune del carcere in cui il neo-18enne si trova detenuto. Le foto della festa di compleanno del ragazzo, finite sui social, avevano fatto discutere per molti motivi. In primis perché gli altri due giovani arrestati, finora, non hanno ricevuto alcun permesso-premio per uscire dal carcere in modo temporaneo, ma non solo. Il caso, una volta diventato di dominio pubblico, ha avuto anche alcune conseguenze, come l'invio di ispettori da parte del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Già in quell'occasione, Marta Della Corte, la figlia della vittima, aveva espresso tutto il suo dolore e la sua indignazione. La notizia del permesso-premio per un provino calcistico, però, è ancora più difficile da accettare. La ragazza non lo nasconde: «Si sostengono sempre di più i diritti dei detenuti, ma chi tutela i diritti delle famiglie delle vittime, dei parenti di chi si è visto negare il diritto alla vita?».
Il permesso-premio per fare un provino con una squadra di calcio proprio non va giù alla figlia di Franco Della Corte, che all'Ansa ha spiegato: «Ormai la linea che separa la riabilitazione da comportamenti ridicoli è diventata veramente sottile: esce dal carcere e va a fare il calciatore? Questa è follia, non posso sopportare che chi ha ucciso mio padre possa andare a fare anche un provino per giocare al calcio malgrado sia accusato di essere un assassino. Per me lui deve scontare 16 anni e mezzo dentro il carcere».
Lunedì 16 Settembre 2019, 20:17
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