Vaiolo delle scimmie, un caso ad Arezzo: è il quarto in Italia
di Alessandra Severini

Vaiolo delle scimmie, un caso ad Arezzo: è il quarto in Italia

È il quarto caso in Italia e il primo in Toscana. Un uomo di 32 anni di Arezzo, rientrato il 15 maggio da una vacanza alle isole Canarie, è risultato positivo al vaiolo delle scimmie ed è ricoverato presso il reparto di malattie infettive dell’ospedale San Donato. Con quello di Arezzo i casi in Italia diventano quattro e altre 15 persone sono in osservazione. Ma il contagio sembra allargarsi in tutta Europa. Nell’Unione europea ci sarebbero 67 casi in nove paesi. In Gran Bretagna sono arrivati a 57. I sintomi a cui fare attenzione sono lesioni cutanee (una sorta di vescicole e pustole), febbre, malessere e ingrossamento dei linfonodi. La patologia decorre in 1-2 settimane con caratteristiche simili a quelle della varicella. Chi è stato vaccinato per vaiolo dovrebbe essere sufficientemente protetto (in Italia tutti gli over 50 che lo hanno fatto da bambini poiché obbligatorio).

SEQUENZA. Intanto un istituto di ricerca portoghese ha sequenziato per la prima volta il virus Monkeypox e dalle prime analisi sembra che il virus sia molto simile a quello che aveva causato nel 2018-2019 alcuni casi in Gran Bretagna, Israele e a Singapore. Il ceppo virale che sta circolando sarebbe quello dell’Africa occidentale, meno aggressivo rispetto al secondo ceppo finora noto, originario dell’Africa centrale.

OMS. L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiarito che solo analizzando la sequenza genetica sarà possibile stabilire se il virus responsabile del vaiolo delle scimmie abbia subito una mutazione. Secondo l’organizzazione «è possibile contenere la trasmissione dei casi nei paesi in cui la malattia non è endemica» attraverso l’identificazione precoce e l’isolamento dei casi. Il contagio avviene attraverso uno stretto contatto fisico, pelle a pelle ma, ha tenuto a precisare l’Oms per smentire le fake news circolate sui social, «non è una malattia omosessuale». La realtà è che alcuni casi sono iniziati con le lesioni caratteristiche del vaiolo nell’area genitale e peri-anale, caratteristiche che possono portare a confondere il vaiolo delle scimmie con altre malattie a trasmissione sessuale, come l’herpes o la sifilide.


Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Maggio 2022, 06:00
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