Vaccino anti Covid, AstraZeneca in contatto con Aifa: «Presto anche agli over 65»

Vaccino anti Covid, AstraZeneca in contatto con Aifa: «Presto anche agli over 65»

Il vaccino sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford potrebbe presto essere somministrato anche agli over 65. La casa farmaceutica è infatti in contatto con Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) per una possibile autorizzazione: «È una decisione che deve prendere l'Aifa con il ministero della Salute, ma abbiamo dalla Scozia dati aggiuntivi che possono essere utili. In Francia e in Germania si sta già valutando questa ipotesi, vedremo nei prossimi giorni», ha detto a Buongiorno, su Sky TG24, Lorenzo Wittum, amministratore delegato di AstraZeneca Italia.

 

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Alla domanda se il vaccino è indicato per questa fascia d'età, Wittum ha risposto che «basta guardare la scheda tecnica dell'Ema, il vaccino è approvato dai 18 anni». Quanto alle varianti, Wittum ha precisato che su quella «inglese abbiamo già i dati, c'è un'efficacia assolutamente sovrapponibile. Nel caso delle altre varianti stiamo studiando diverse opzioni in laboratorio. Il vaccino - ha concluso - si può adattare alle diverse varianti. Nelle prossime settimane speriamo di avere dei risultati e vedere quale sarà l'efficacia del vaccino su queste varianti». 

 

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Sull'uso di una singola dose di vaccino, l'amministratore delegato di AstraZeneca Italia ha detto che «in Inghilterra è stata presa questa decisione: dai dati preliminari della Scozia sembra che questa strategia funzioni». «Le agenzie regolatorie dicono che sono necessarie due dosi. Nel nostro caso più del 40% dei soggetti dello studio clinico ha preso la seconda dose dopo otto settimane e c'è la possibilità di spaziare l'intervallo di somministrazione fra prima e seconda dose fino a 12 settimane. Intervallare fino a tre mesi è una reale possibilità». Nel caso però si volesse «passare alla strategia della dose unica - continua - dovremmo fare uno studio per provarlo».

 

«Disposti a cedere le licenze di produzione» 

 

AstraZeneca è disposta a «cedere le licenze di produzione (del vaccino anti-Covid ndr) per far sì che si possa accelerare. È quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi: i 20 stabilimenti di produzione non sono solo nostri», ha aggiunto Wittum a SkyTg24. «Lo stiamo già facendo - ha proseguito - e siamo disposti ad aumentarlo». Per farlo, ha concluso, «abbiamo bisogno di un partner capace di gestire questo processo di produzione, perché il trasferimento tecnologico non è assolutamente facile, e che abbia capacità di produzione di decine di milioni al mese». Sulla ricerca di aziende partner, Wittum ha detto di aver «passato da giugno a dicembre a cercare partner, in Italia e in Europa. La settimana scorsa abbiamo annunciato un accordo con una società tedesca per aumentare la produzione di sostanza attiva, che è dove abbiamo avuto i problemi di resa».

 

L'obiettivo di AstraZeneca è consegnare all'Italia «20 milioni di dosi, di cui 10 milioni dalle importazioni, che al momento non sono sicure al 100%, per questo vogliamo essere cauti». L'azienda ha diverse catene di produzione in differenti Paesi del mondo. «Quello che è il minimo che ci impegniamo a consegnare nel secondo trimestre sono dieci milioni di dosi, che saranno prodotti interamente dalla catena produttiva europea - continua -. Però abbiamo anche l'obiettivo di portare 10 milioni di dosi aggiuntive dalle altre catene che abbiamo in tutto il mondo. Abbiamo più di 20 stabilimenti che lavorano a questo vaccino in 15 paesi differenti». A livello europeo, ha precisato l'ad di AstraZeneca Italia, «ci proponiamo di arrivare a 180 milioni di dosi nel trimestre».

 

Quanto ai ritardi nelle consegne, Wittum ha chiarito che «in questo momento stiamo lavorando senza riserve di stock, ogni dose prodotta viene messa sul mercato e consegnata. Quindi qualsiasi ritardo di un test di qualità o imprevisto, che sono normali nella produzione, fa slittare un lotto di produzione da una settimana all'altra». L'obiettivo per il 2021 sono «300 milioni di dosi, di cui 40 milioni andranno all'Italia. È più o meno il 13% della produzione, e corrisponde alla percentuale della popolazione italiana su quella europea». L'impegno di AstraZeneca era di consegnare 8 milioni di dosi nel primo trimestre. «Ne consegneremo poco più di 5 milioni e ci rendiamo conto che non abbiamo rispettato i nostri impegni, però abbiamo aggiornato tempestivamente commissario e ministro appena saputo dei problemi di produzione». In molti impianti nel mondo, come quello europeo, non è stata raggiunta la produttività prevista. «Stiamo lavorando giorno e notte per farlo - conclude - e stiamo utilizzando la capacità globale di AstraZeneca per importare dosi da tutti i continenti». 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 1 Marzo 2021, 14:26
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