Vaccinati infettati dal Covid, il contagio è più difficile: «Virus si ferma nel naso per pochi giorni»

Vaccinati infettati dal Covid, il contagio è più difficile: «Virus si ferma nel naso per pochi giorni»

Da settimane ormai la domanda è sempre la stessa: i vaccinati contro il Covid possono contagiarsi? E qual è la loro carica virale, in altre parole sono anche loro contagiosi come i non vaccinati in caso di infezione? A questa domanda provano a rispondere gli studi condotti in Italia, secondo cui la probabilità di infettarsi dopo le due dosi di vaccino è di circa il 12%.

 

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Pochi giorni fa, scrive il Corriere della Sera, Franco Locatelli è stato chiaro: «C’è una limitata percentuale di soggetti completamente immunizzati che possono infettarsi, quasi sempre senza sviluppare malattia, e contagiare. In che misura lo facciano in paragone ai non vaccinati merita ulteriori studi». E qualche giorno fa hanno fatto discutere le parole del capo consulente della Casa Bianca Anthony Fauci: «Si può presumere che le persone vaccinate possano trasmettere il virus come i non vaccinati. È un evento molto insolito e raro, ma si verifica».

 

Il focolaio negli Usa: «Pochi ricoveri, nessun morto»

 

Parole che si riferivano ad un documento ufficiale Usa - svelato dal Washington Post - che afferma che la variante Delta è contagiosa quanto la varicella, ha probabilmente effetti più gravi delle varianti che l'hanno preceduta e le persone infette sembrano trasmetterla a prescindere se siano vaccinate o meno. Uno studio che si basa su un'analisi condotta a Provincetown, nel Massachusetts, dove sono stati rilevati quasi 900 casi di Covid dopo la festa nazionale del 4 luglio, nonostante tre quarti dei partecipanti fossero vaccinati.

 

Secondo il documento del Cdc , non c'era «nessuna differenza» nella carica virale delle persone vaccinate o non vaccinate e questo sembra indicare lo stesso grado di contagiosità indipendentemente dallo stato di vaccinazione. Secondo il sito di notizie locale Masslive.com però, ci sono stati pochi ricoveri (sette fino ad oggi) e nessun decesso correlato a questo focolaio: la conferma che il vaccino protegge dalle forme gravi e dalla morte.

 

Lo studio italiano: «Virus si ferma nel naso per pochi giorni»

 

Un’indagine del Bambin Gesù di Roma ha dati ancora diversi: su 2.900 vaccinati solo 40 si sono infettati (l’1,5%), e in queste persone il virus resta solo nel naso. «Stiamo osservando che in questo 1,5% di vaccinati la presenza del virus rimane confinata al naso e rinofaringe, mentre i polmoni sono liberi. Questo avviene perché, dopo il vaccino, nei polmoni sono già presenti le difese contro Sars-CoV-2, nel naso no. Ma la reazione immunitaria è rapida anche nel naso: entro breve tempo le difese arrivano e nel giro di 2-3 giorni abbattono la carica virale fino a eliminare il virus», ha detto al Corriere Carlo Federico Perno, direttore di Microbiologia e virologia.

 

In altre parole i vaccinati che vengono infettati riescono a sconfiggere il virus in breve tempo e senza ammalarsi gravemente, e sebbene la loro carica virale sia probabilmente simile a chi non è vaccinato, sono contagiosi per meno tempo: 2, massimo 3 giorni, a differenza di chi non è immunizzato, che può essere contagioso per molto più tempo. Ma gli studi sono ancora all’inizio: per avere davvero più informazioni al riguardo, servirà ancora tempo.


Ultimo aggiornamento: Martedì 3 Agosto 2021, 10:18
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