Twitter e la promessa di Elon Musk di maggiore libertà. Ecco cosa dicono Maglie, Nobili, D'Agostino e Calenda
di Valeria Arnaldi e Niccolò Dainelli

Twitter e la promessa di Elon Musk di maggiore libertà. Ecco cosa dicono Maglie, Nobili, D'Agostino e Calenda

Maria Giovanna Maglie: «Finalmente Twitter sarà liberato dal politically correct» (di Valeria Arnaldi)


Più libertà di espressione su Twitter: questa la promessa di Elon Musk, appena acquistata la piattaforma. Maria Giovanna Maglie, saggista e opinionista, molto presente sui social, cosa ne pensa?
«È un mese che faccio il tifo per questa acquisizione. Mi sembra una ventata d'aria fresca nel disastro dei social politically correct degli ultimi anni, con le censure a senso unico e il loro tentativo di orientare. Musk è un liberale e ha già fatto una dichiarazione sul rispetto del free speech che fa ben sperare. Non a caso, ho fatto un tweet scherzoso: Trump torna, sta casa aspetta a te. La cacciata di Trump è stata uno dei punti più bassi della storia dei social degli ultimi anni».

 

(Maria Giovanna Maglie)


Più libertà non rischia di tradursi in più leoni da tastiera?
«I leoni da tastiera non vengono quasi mai censurati. Le censure sono politiche. Leggo cose violentissime che nessuno tocca. Nella mia vita social, ho segnalato a Facebook e a Twitter cose inaudite e mi hanno risposto che non violavano gli standard. Vengono censurate opinioni politiche controcorrente, contro l'obbligo di vaccini e green pass in pandemia, dubbi su versioni ufficiali delle cose».


Secondo Jeff Bezos, Twitter diventerà filocinese a causa del legame di Tesla con la Cina.
«La Cina non è un argomento, tutti commerciano con la Cina».
Quindi si aspetta un Twitter migliore?
«Più libero, sì. Ad oggi è il mio preferito tra i social e non può che trarre vantaggio dal fatto di non essere più legato alla censura del politically correct».

 

Luciano Nobili: «Musk? non vedo rischi per la democrazia. Io bloccato senza motivo» (di Niccolò Dainelli)

 

Elon Musk compra Twitter ma c’è chi lo reputa libertario, troppo permissivo. Addirittura critico sugli eccessi del politicamente corretto. Dunque, «pericoloso per la democrazia». Luciano Nobili, onorevole di Italia Viva, però, getta acqua sul fuoco e avverte: «Non fasciamoci la testa».

 

(Luciano Nobili)

Secondo lei ci sono rischi effettivi?

«No. Non capisco chi si mette le mani nei capelli preventivamente per l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk. I rischi sono già presenti e sono altri…».

In che senso?

«Nel senso che sono dell’idea che dobbiamo aspettare. Vedremo quello che succederà, come si evolverà Twitter».

E i rischi già presenti?

«Quello che già accade su queste piattaforme e lo spettacolo che troviamo, non proprio fantastico. Le fake news si sono propagate senza problemi, come la disinformazione e la propaganda di odio e violenza, accompagnati dalle minacce. Basta vedere i profili dei parlamentari che come me, o come noi di Italia Viva, si oppongono a sovranisti e populisti e collezioniamo insulti e minacce».

Quindi non teme l’assenza di controllo?

«Non amo la censura. Io alcune delle cose dette da Musk rispetto a Twitter le condivido anche. Non amo la ‘cancel culture’ e credo che i limiti siano quelli di legge. Ciò che è consentito dalla legge deve essere consentito anche in Rete e, al contrario, ciò che è vietato dalla legge deve essere vietato in Rete».

Un riferimento a quello che le è successo pochi giorni fa?

«No, è un discorso più ampio. Qualche giorno fa sono stato bloccato da Twitter, ingiustamente. Per aver twittato una foto già apparsa su molti media per rispondere a una dichiarazione di Orsini. L’immagine era forte, ma già diffusa dai media. Quindi sono stato bloccato senza motivo».

 

Roberto D'Agostino: «Twitter rimarrà com’è. La parola è fondamentale» (di Valeria Arnaldi)

 

Elon Musk, subito dopo aver acquistato Twitter, ha annunciato più libertà di espressione. Roberto D’Agostino come valuta tale dichiarazione?

«Quello della libertà d’espressione è un tema enorme. Cos’è la verità? Ad accendere il dibattito in America è il fatto che Elon Musk si disse contrario all’epoca della chiusura dell’account di Trump. Il problema non è nel mezzo ma sempre nell’uso che se ne fa».

 

(Roberto D'Agostino)

Ecco, più libertà non potrebbe far aumentare i leoni da tastiera?

«Il coltello si usa per tagliare la carne, ma può anche essere puntato alla gola di una persona. Un treno trasporta passeggeri, ma può essere utilizzato per portare cannoni. Ogni cosa ha un aspetto positivo e uno negativo. Dipende da come viene impiegata. Così è anche per Internet. Pensiamo a quello che sta succedendo in Ucraina, lo vediamo sul web. Se la Rete fosse esistita ai tempi di Dachau e Auschwitz, i campi di concentramento sarebbero stati scoperti subito, non anni dopo. Lo ripeto: tutto dipende da come si usano le cose».

Jeff Bezos, commentando l’operazione di Musk, ha detto che Twitter diventerà filocinese.

«Non credo che accadrà, specie con quello che sta succedendo nel mondo».

E dunque, cosa succederà a Twitter con la proprietà di Elon Musk?

«Secondo me, non succederà nulla. Tutto rimarrà com’è. La parola è fondamentale. Ricordiamoci che la civiltà è iniziata quando gli uomini hanno lasciato la clava per dialogare».

 

Carlo Calenda : «Per una maggiore libertà di espressione, serve un'identità verificata» (dii Valeria Arnaldi)

 

Elon Musk annuncia più libertà di espressione su Twitter, piattaforma che ha appena acquisito. Carlo Calenda, come valuta la propettiva?

«Per me, maggiore libertà di espressione, come dico anche nel mio libro che uscirà il 5 maggio (“La libertà che non libera. Riscoprire il valore del limite”, La Nave di Teseo), significa poter scrivere sulle piattaforme ma solo con un’identità verificata, con nome e cognome. L’inquinamento da fake news e la violenza verbale degli anonimi stanno disintegrando Twitter come strumento di dibattito politico. Se, invece, la maggiore libertà di espressione significa che si può scrivere quello che si vuole, insultando, facendolo anonimamente, dando spazio a profili fake e fake news, non sono assolutamente d’accordo e penso sarebbe una svolta pericolosissima per il social network».

 

(Carlo Calenda)

Le frasi di Elon Musk fanno pensare a una piattaforma con “meno limiti”.

«Se sono meno limiti non va bene, ce ne devono essere di più per avere un’agorà che sia effettivamente decorosa, dove uno ha voglia di stare. Se chiunque può scrivere, anonimamente, quello che vuole, lo ripeto, non va bene. Twitter è letteralmente invaso di profili fake».

Teme l’aumento di leoni da tastiera?

«Certo».

Crede alla prospettiva di una virata filocinese della piattaforma, ipotizzata da Jeff Bezos?

«No, non ci credo, non credo che nessuno lo farà diventare filocinese. Credo però che se diventerà un posto ancora più sregolato, perderà di qualità».

Come pensa che sarà, dunque, il social secondo Musk?

«Non ne ho idea. La libertà senza responsabilità diventa semplicemente, anarchia, vessazione, insulti, allora nessuno vorrà più esserci».

Ad oggi, la piattaforma le piace ma vorrebbe qualche limitazione?

«Sì, assolutamente. Sono l’unico leader politico che usa Twitter anche per rispondere agli utenti. Dedico alla piattaforma meno tempo di prima, ma se ho un’ora libera la uso per rispondere, perché penso che rispondere agli elettori anche su un social sia importante».

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 7 Maggio 2022, 15:30
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