Dodicenne punto da un trigone, lunedì sarà a Bologna con un volo umanitario. «Paralizzato dalla vita in giù»

Dodicenne punto da un trigone, lunedì sarà a Bologna con un volo umanitario. «Paralizzato dalla vita in giù»

Il ragazzino genovese di 12 anni punto al collo da un trigone in Costa Rica - e che ora è paralizzato dalla vita in giù - arriverà, salvo imprevisti dell'ultima ora, lunedì notte a Bologna. Il giovane, in vacanza con la famiglia, è stato punto da una specie di manta velenosa, il trigone appunto, sarà rimpatriato con un volo umanitario autorizzato dalla Presidenza del Consiglio e dalla Farnesina, effettuato con un Falcon del 31° Stormo di Ciampino, uno dei reparti dell'Aeronautica Militare che svolgono questo tipo di servizio alla collettività.

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L'aereo è partito intorno alle 14 da Ciampino e farà uno scalo tecnico in Canada sia all'andata che al ritorno per il rifornimento. Sul volo ci saranno anche i genitori del bambino e il fratello maggiore. A bordo oltre i due piloti, gli specialisti e assistenti di volo, ci sarà anche la dottoressa rianimatrice dell'ospedale Maggiore di Bologna, dove il ragazzino verrà ricoverato.



COSA GLI E' ACCADUTO Il ragazzino ha 12 anni e per essere curato deve assolutamente poter tornare in Italia: dal 20 ottobre è nell'ospedale civile di San José in Costa Rica perché un trigone, una specie marina simile alla manta, l'ha urtato con lo sperone velenoso della coda colpendolo al collo: Pietro (nome di fantasia) è rimasto paralizzato dal collo in giù. I genitori hanno subito preso i contatti con l'unità dipartimentale di Chirurgia vertebrale dell'ospedale Maggiore di Bologna, nosocomio dove tra l'altro si trova uno dei migliori Centri antiveleno del Paese.

Tutto è successo in pochi secondi: Pietro era in mare davanti alla spiaggia di La Mina quando ha urtato o è stato urtato da un trigone di grosse dimensioni. Negli esemplari più grandi, l'aculeo che ha sulla coda può arrivare fino a 35-40 centimetri di lunghezza. Alla radice dell'aculeo si trovano due ghiandole velenifere che secernono un veleno composto da serotonina e enzimi altamente tossici che provocano contrazioni e paralisi muscolari. Non si comprende come Pietro sia stato ferito al collo, ma il veleno ha immediatamente fatto il suo effetto.

La corsa in ospedale a San José è riuscita probabilmente a limitare i danni ma Pietro dev'essere immediatamente portato in Italia: così la Farnesina, l'ambasciatore italiano in Costa Rica e la politica ligure si sono dati subito da fare per ottenere un volo umanitario. L'Ambasciata d'Italia a San José segue da vicino e fin dal primo momento la vicenda di Pietro. Anche il governatore Toti qualche giorno fa ha scritto al premier Conte e al ministro degli Esteri di Maio segnalando «l'urgenza e la delicatezza della situazione, affinché venga autorizzato il trasporto del bambino con volo di Stato». Quest'oggi la notizia che l'appello per il volo umanitario è andato a buon fine.

Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Novembre 2019, 17:01
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