Bologna, tortellini al pollo per favorire l'integrazione coi musulmani: la politica italiana si divide.

La nuova polemica su cui si dibatte la politica italiana? Il ripieno dei tortellini. Non mancano le polemiche dopo che l'arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, ha proposto di cucinare una variante a base di pollo del piatto tipico felsineo che prevede il ripieno con la mortadella, per favorire l'integrazione con gli immigrati di fede musulmana.

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L'idea, giunta a pochi giorni dalla festa di San Petronio, non è piaciuta a molti, specialmente nel centro-destra. «Snaturano anche i tortellini, pur di ammiccare all'Islam, che vergogna», attacca Lucia Borgonzoni, fedelissima di Matteo Salvini: «Questa per certi è integrazione, per me è un'offesa alle nostre tradizioni che nulla ha a che fare con l'integrazione». Borgonzoni rincara la dose: «Bastava fare i tortelloni se volevano essere più Islam friendly, ma poi non avrebbero avuto un po' di polemica da esibire e non avrebbero offeso la cultura di un'intera città». Anche Matteo Salvini, durante un comizio in Umbria, ha criticato la proposta del vescovo: «È come dire il vino rosso in Umbria senza uva per rispetto. Vi rendete conto che stanno cercando di cancellare la nostra storia, la nostra cultura?».

Sulla stessa linea Galeazzo Bignami, deputato candidato da Fdi. «Il rispetto passa dalla accettazione da parte di chi arriva anche delle piccole tradizioni locali, non della loro rinuncia da parte della comunità che accoglie», sottolinea. «Chi cede oggi sulle piccole identità, a maggior ragione cederà domani sulle grandi identità».
La versione alternativa del tortellino prevede un ripieno di carne di pollo, parmigiano, ricotta e uova: «Questa variante la possono mangiare tutti, sia chi non mangia il maiale per motivi religiosi ma anche la persone più anziane che preferiscono stare leggere», ha spiegato Paola Lazzari Pallotti, presidente dell'Associazione sfogline, che ha messo a punto la ricetta. La polemica è scoppiata a pochi giorni dalla nomina dell'arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, a cardinale: sabato è prevista l'ordinazione a Roma.

Oltre al mondo della politica, anche in quello della cultura non mancano le polemiche. Il regista Pupi Avati, infatti, ha commentato così:
«Apprezzo il vescovo ma non condivido la sua idea: cambiare il ripieno dei tortellini è un tradimento delle peculiarità della nostra cucina e dei nostri sapori. La ricetta è quella e non va reinterpretata: perché modificarla? Le tradizioni sono il nostro punto di forza. I musulmani o credenti di altre religioni che non possono mangiare il maiale hanno la possibilità di mangiare altro, possono scegliere altri piatti che non contengono il maiale: il risotto ai funghi, per esempio».

Lo chef Sadler: 
«Il tortello è una forma che si può riempire in tutti i modi»
Di Rita Vecchio


«I politici facessero i politici. I vescovi facessero i vescovi. E i cuochi facessero i cuochi». Commenta così Claudio Sadler, chef stellato di Sadler Ristorante che a Milano ha scritto la storia della gastronomia.

Una polemica nata tra i fornelli. Il tortellino può essere fatto con il pollo o no?
«É una polemica assurda. Il tortellino è una forma che posso riempire in qualsiasi modo. E non è che se non lo farcisco con il maiale non è un tortellino».

Quindi non è vero che si cancellerebbe cultura e storia, come dice Salvini.
«Assolutamente no. Da sempre i cuochi preparano cibi per chi è intollerante. A nichel, glutine e tutto il resto. Non vedo perché se viene a cena un cliente, anche musulmano, che mi fa una richiesta io non debba accontentarlo. E non fargli i tortelli ripieni di pollo».

A chi dice che si rompe la tradizione?
«Il tortellino non è un dogma. Lo puoi fare con tutti i ripieni che vuoi. Non si cambia di certo la tradizione. Semplicemente presentiamo un'alternativa. Mi sembra una polemica pretestuosa. I cuochi da sempre sono aperti verso il cliente. Chiunque esso sia».


Pipero, il talent scout degli stellati: «Non farei mai una carbonara con il pollo»
di Valeria Arnaldi


Alessandro Pipero, patron di Pipero a Roma, vero e proprio talent scout di grandi firme della cucina: lei è a favore del tortellino tradizionale con maiale o del tortellino ritoccato con pollo?
«Difendo la tradizione perché, secondo me, le cose buone nascono e muoiono come sono, non vanno cambiate. Il cibo è piacere, divertimento, salute, non entro nelle questioni di religione».

Cosa pensa della proposta di modificare la ricetta per servirla anche ai musulmani?
«I musulmani non mangiano maiale, ho massimo rispetto per questo, ma perché fare i tortellini con il pollo? Ci sono tante ricette che si possono preparare, senza modificarne altre. Io una carbonara con il pollo, ad esempio, non la farei mai».

Quale ricetta potrebbe sostituire il tortellino corretto?
«A Roma c'è il piatto tipico del pollo con i peperoni. La tradizione vuole che si mangi a Ferragosto ma io trovo sia un piatto buonissimo, anzi ottimo, tutto l'anno. Alcuni lo usano come base per fare la paella con pesce e gamberi. E, comunque, ci sono davvero tante cose da mangiare...».

 
Martedì 1 Ottobre 2019, 15:44
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