Tiziana Cantone si è davvero suicidata? «Cellulare manomesso, tra i suoi contatti anche poliziotti»

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Potrebbe clamorosamente riaprirsi il caso di Tiziana Cantone, la giovane trovata morta nella cantina di casa di sua zia a Mugnano, Napoli, nel settembre del 2016. In questi anni si era sempre parlato di suicidio, ma ora le indagini potrebbero essere riaperte e si ipotizza la possibilità che si sia trattato di omicidio: lo scrivono oggi Il Mattino e il Corriere del Mezzogiorno, secondo cui la Procura di Napoli Nord ha aperto un’inchiesta per frode processuale.

 

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Tiziana, secondo quanto si disse all’epoca, non aveva retto alla diffusione online di alcuni suoi video hard, che avevano fatto il giro del web: una gogna pesantissima per la ragazza, uno dei tanti casi di revenge porn, in cui le donne diventano vittime di qualche ex fidanzato tutt'altro che esemplare. Ma dalle indagini sui suoi contatti telefonici e sulla sua cronologia internet, sarebbe emerso come molti dei contenuti erano stati cancellati dal suo iPhone e dal suo iPad proprio mentre erano in custodia dei carabinieri che indagavano sul caso.

 

Inoltre sulla sciarpa che la giovane usò per impiccarsi, oltre al Dna suo e della zia (che la trovò e le sfilò la sciarpa stessa dal collo) sarebbero state trovate tracce biologiche di un uomo. E poi la profondità della ferita e la posizione del collo di Tiziana, impiccata al cappio dell'indumento in una panchetta ginnica, scrive Il Mattino, non consentirebbero di parlare di suicidio. Infine ci sarebbero prove certificate di manomissioni sui suoi dispositivi. Ora la Procura dovrà decidere, dopo l’archiviazione dell’inchiesta per istigazione al suicidio, se riaprire una nuova indagine per omicidio.

 

"Cento contatti, anche insospettabili"

 

Come scrive oggi Leandro Del Gaudio sul quotidiano Il Mattino, tra i suoi contatti c'erano nickname, nomi, persone: gente insospettabile, di un mondo per anni sepolto. Tra di loro anche professionisti ed esponenti delle forze dell'ordine che avevano intrecciato relazioni con Tiziana: e tra questi ci sarebbe chi ha diffuso quei video hard, mandando la ragazza alla gogna e spingendola alla disperazione. Merito degli approfondimenti da parte dei consulenti della Emme Team, specialisti americani in investigazioni informatiche e biologiche, che hanno voluto vederci chiaro su iPhone e iPad della vittima, fin troppo poveri di contenuti, da far pensare che qualcuno avesse cancellato qualche contenuto scomodo.

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Gennaio 2021, 16:32
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