Test Hiv, Antonello Dose: «Io,sieropositivo, vi dico che è giusto. Prima di tutto salviamo le vite dei giovani»
di Mario Fabbroni

Test Hiv, Antonello Dose: «Io,sieropositivo, vi dico che è giusto. Prima di tutto salviamo le vite dei giovani»

Antonello Dose, conduttore del programma Il ruggito del coniglio su Radio2: da sieropositivo che ha superato la fase più pericolosa della malattia, come valuta l'iniziativa del ministro Grillo?
«Molto positivamente. I ragazzi vanno salvati e assistiti quando ne hanno bisogno, ovvero appena pensano di avere il sospetto di un contagio da Hiv».

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I minorenni rappresentano il target più a rischio?
«Si. Anzi, nonostante quello che si crede, oggi hanno a disposizione meno informazioni rispetto ai minorenni della mia generazione».

È davvero così difficile confessare in famiglia di voler fare il test sulla sieropositività da Hiv?
«Credo sia il deterrente più fastidioso, psicologicamente pesante da sostenere: dire a mamma e papà che potresti essere malato in conseguenza dei tuoi rapporti sessuali. Direi che è inconcepibile aver consentito finora la prevalenza di una certa morale: invece bisogna solo puntare a salvare vite umane, iniziando subito le cure del caso. Perfino Papa Francesco ha detto che andrebbe fatta una corretta educazione sessuale nelle scuole».

Nel libro La rivoluzione del coniglio, lei ha affrontato proprio la tematica della confessione della sieropositività: che problemi ha avuto dopo aver fatto coming out?
«Per fortuna è andato tutto bene, al contrario di Nadia Toffa che viene continuamente attaccata sul web solo per aver detto come pensa di combattere il cancro. Probabilmente sono un personaggio molto amato dalla gente...».

La campagna di informazione sul rischio contagio da Hiv da chi dovrebbe essere fatta?
«Chiederei a tutti gli influencer di internet di unirsi e inviare messaggi convincenti. I ragazzi sono oramai tutti sui social. Ma anche trasmissioni popolari di radio e tv dovrebbero partecipare, oltre ai giornali».
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 05:01
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