Conte annuncia la terza ondata: «Servono altri sacrifici». Piano pandemico, cure prima a chi ha speranza di guarire

Video
di Alessandra Severini

«Sta arrivando un’impennata dei contagi. Dopo Gran Bretagna, Irlanda e Germania, arriva anche da noi l’ondata: non sarà facile, dobbiamo fare ancora sacrifici». 
Il premier Giuseppe Conte non usa giri di parole per fotografare il futuro prossimo e lascia presagire un’ulteriore stretta delle misure anti contagio. Con altri 12.532 contagi registrati ieri e un tasso di positività salito al 13,6%, la situazione non sembra dare segnali di miglioramento. Aumentano anche i pazienti in terapia intensiva e i ricoveri. Perciò nel provvedimento che detterà le nuove regole in vigore dal 16 gennaio non ci saranno molte concessioni.

 

Leggi anche > Sprint vaccino, subito le dosi per over 80 e prof di scuola. Arriva anche Moderna ma solo per 5 Regioni più virtuose: ecco quali


RISORSE E SCENARI.

 

Intanto l’Italia prova ad attrezzarsi per il futuro: dopo le polemiche legate al mancato rinnovo del piano pandemico dal 2006, si sta studiando un nuovo piano per il periodo 2021-2023. La bozza, elaborata dal dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, indica una serie di misure per fronteggiare future, possibili pandemie. Tra queste, c’è quella, rigorosa e terribile, che prevede, in caso di risorse insufficienti, di dover scegliere chi curare, privilegiando i pazienti che possono trarre maggiori benefici dalla terapie.

 


STATO EMERGENZA.

Sulle nuove misure anti contagio che entreranno in vigore dal 16 gennaio, il governo è intenzionato a confermare la linea del rigore. Verrà prorogato lo stato d’emergenza fino al 30 aprile, il coprifuoco dalle 22 alle 5 e confermato il sistema della divisione a colori dell’Italia. Una delle misure su cui si sta lavorando è l’intervento sugli indici di rischio per facilitare l’ingresso in zona arancione delle regioni a rischio alto. L’ipotesi è di abbassare la soglia critica del tasso di occupazione delle terapie intensive e dei posti letto in area medica, fissata ora al 30% e al 40%. Sotto quella soglia si entrerebbe in automatico in zona arancione o rossa.


BAR OUT.

Verrà introdotto il divieto di asporto per i bar dalle 18, con l’obiettivo di evitare assembramenti di giovani. I ristoranti potranno aprire fino alle 18 solo nelle zone gialle mentre la sera resteranno chiusi, così come cinema, teatri, palestre. Invece potrebbero riaprire i musei, ma solo nelle regioni gialle. 

 


ZONA BIANCA.

Verrà prevista anche una nuova “Zona bianca”, alla quale si accederebbe con un Rt sotto 0,50 o con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti. Ipotesi remota, almeno per ora.

 


COMPUTER SPENTI.

E mentre si moltiplicano le proteste di ristoratori e operatori del turismo e del commercio (i ristori non bastano), il rebus sulla scuola si infittisce. Ieri gli studenti hanno scioperato chiedendo di tornare in aula, sostenuti dalla ministra Azzolina che insiste per riaprire.


Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Gennaio 2021, 08:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA