Tav, pubblicata analisi costi-benefici: opera bocciata, perdite per 7 miliardi

Tav, pubblicata analisi costi-benefici: opera bocciata, perdite per 7 miliardi

È terminato il vertice a palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vicepremier Matteo Salvini, i ministri Enzo Moavero Milanesi, Riccardo Fraccaro e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

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L'altro vicepremier Luigi Di Maio non ha preso parte alla riunione durata meno di un'ora. 

Intanto nello scenario 'realistico' il valore attuale netto economico (Vane), ovvero il saldo tra i costi e i benefici, risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi «a finire» (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero. Lo si legge nel dossier pubblicato dal Ministero dei trasporti e infrastrutture.

L'Aanalisi costi-benefici sulla Torino-Lione, realizzata dal gruppo di lavoro coordinato da Marco Ponti per conto del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, è fortemente negativa. Il Vane (valore attuale netto, saldo tra i costi dell'opera, lavori e gestione, i costi esterni, i minori benefici per utenti e operatori, e dall'altra parte i benefici economici diretti e indiretti) è pari a 6.995 milioni di euro nello scenario «realistico» di previsioni di traffico (25,2 milioni tonnellate di merci nel 2059) e pari a 7.805 milioni nello scenario «ottimistico» (previsioni Osservatorio 2011, 51,8 milioni di tonnellate). In entrambi i casi uno «sbilancio economico» fortemente negativo. Entrambi i calcoli sono stati fatti sui «costi a finire» dell'opera, al netto cioè degli 1,4 miliardi di euro già spesi, e considerando i costi sia della tratta internazionale che di quella italiana. I testi sono on line a cura del ministero.

In caso di scioglimento del progetto della Tav il costo massimo tra penali e rimborsi potrebbe raggiungere i 4,2 miliardi. È quanto è possibile determinare sommando i vari importi contenuti nella Relazione tecnico giuridica collegata all'analisi costi benefici della Tav. Molti sono importi massimi «difficilmente raggiungibili». Tanto che nella relazione si spiega che «i molteplici profili evidenziati non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento». La variabile è dovuta a «più soggetti sovrani» che dovrebbero negoziare gli importi.


 
Ultimo aggiornamento: 12:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA