Stop a spostamenti da Comune a Comune. Serrata Italia: Conte firma il decreto COSA RESTA APERTO

Divieto per tutti i movimenti fuori dal proprio Comune . Questo il testo dell'ordinanza del governo contro il coronavirus . Intanto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm che dispone di nuove misure restrittive per l'emergenza coronavirus. Restrizioni per lavoro, spesa e necessità di salute, mentre prosegue la produzione di coltivazioni agricole e prodotti animali, l'estrazione di petrolio greggio e di gas naturale, imballaggi e la fabbricazione di macchine per l'industria alimentare, oltre alla vendita di sigarette. La validità dei Dpcm e delle ordinanze attualmente emanata viene uniformata al 3 aprile. È quanto previsto il Dpcm varato dal governo con le nuove restrizioni. «Le disposizioni del decreto applicato effetto dalla data del 23/3/20 e sono efficaci fino al 3/4/20. Le stesse sono stabilite, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio 03/11/20 nonché a quelle previste dall'ordinanza del ministro della Salute del 20/3/20 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020 , sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020 », si legge nel testo.

Ecco tutto quello che rimane aperto: il provvedimento da scaricare in pdf

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 In queste ore il governo lavora sul testo dopo aver ascoltato ieri del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di misure ancora più restrittive. Secondo questo documento si confermano quattro macro-aree che saranno presentate dal lock down: dalla logistica ai trasporti, farmacie e sanità, energia e agroindustria, servizi bancari, postali e finanziari.



Nell'articolo 1 della legge sulla legge che sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di un centinaio di attività incluse nel meccanismo dei codici Ateco.

Tra questi resta anche la fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali e la fabbricazione di spago, corde, funi, reti e di prodotti in legno. Saracinesche aperte, in questa prima versione, anche per i rivenditori di accessori di autoveicoli e riparazioni di manutenzione e riparazione di motocicli. Naturalmente, come già esposto ieri dal premier, resta il divieto per tutte le persone di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati ​​dal comune in cui attualmente si trovano, «salvo che per dimostrare esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di saluto ».

Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Marzo 2020, 07:03
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