Spostamenti verso le seconde case consentiti? La risposta di Palazzo Chigi. Dove sono e quante sono in Italia

Spostamenti verso le seconde case consentiti? La risposta di Palazzo Chigi. Dove sono e quante sono in Italia

Seconde case. Il nuovo Dpcm, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, permette di recarsi nelle seconde case anche fuori Regione. Il testo, infatti, disciplina che «è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione» e, a dispetto del decreto sulle misure per le festività natalizie, non è specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione. L'unico limite riguarda il fatto che a spostarsi potrà essere soltanto il nucleo familiare. Resta, per ogni altro tipo di spostamento che non sia per motivi di necessità, lavoro, studio o salute, il divieto di spostarsi in un'altra Regione. 

 

Fino al 15 febbraio sarà vietato comunque spostarsi tra regioni, anche se in zona gialla, eccetto che per motivi di lavoro, salute o necessità ed è consentito sempre il ritorno al domicilio o all'abitazione. Le vecchie faq specificavano che dall'abitazione (che può essere diversa dalla residenza e dal domicilio) vanno sempre escluse «le seconde case utilizzate per le vacanze. Le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si riuniscono ad esso con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, possono spostarsi per ricongiungersi nella stessa abitazione in cui sono soliti ritrovarsi». Saranno le nuove faq, quindi, a prevedere una deroga. O fare chiarezza anche per quanto riguarda gli "affitti brevi".

 

Tutti i dubbi saranno comunque cancellati sul sito del Governo delle faq, le "frequently asked question", cioè le domande poste più frequentemente per "tradurre" in norme di vita quotidiana le disposizioni ministeriali.

 

 

 

Prima della nota di Palazzo Chigi c'era un 'giallo'  seconde case nel nuovo Dpcm del 14 gennaio: nel comma 4 degli articoli che vietano gli spostamenti nelle regioni è «sparita» la limitazione ad andare verso le seconde case che si trovanno nelle regioni dove non si risiede.

 

Così recita l'articolo uno, comma tre del nuovo Dpcm: «Dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021, sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». 

 

Nel nuovo Dpcm si dice soltanto che «è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione» senza, sottolinea il Corriere della Sera, l'esclusione relativa alle seconde case. Il quotidiano cita fonti di Palazzo Chigi che confermano che «per 'abitazione si intende dunque anche una seconda dimora, anche in affittò, che si trovi in una regione in fascia gialla, arancione o rossa. L'unico limite riguarda il fatto che potrà spostarsi soltanto il nucleo familiare».

 

QUANTE SONO E DOVE SONO LE SECONDE CASE Le case in Italia sono circa 34,8 milioni, secondo una recente rilevazione dell'Agenzia delle Entrate, di cui poco più di 32 milioni di proprietà di persone fisiche e 2,7 milioni di soggetti diversi (imprese ed enti). Circa il 77% delle famiglie abita in una casa di proprietà, un vero record in Europa. Le abitazioni in affitto sono circa 3 milioni e 300 mila, per lo più concentrate nelle grandi città. Meno di un milione di queste è concesso ad uso gratuito, per esempio a figli o familiari, e circa 5,6 milioni sono tenute complessivamente a disposizione e rappresentano le cosiddette seconde case. Il dato si mantiene più o meno costante nel corso degli anni dalle analisi dello Stock immobiliare in Italia diffuso dall'Agenzia delle Entrate, secondo cui le abitazioni di proprietà delle persone fisiche sono utilizzate come casa principale nella stragrande maggioranza dei casi e per oltre il 17 per cento come seconde case. La quota di abitazioni non destinata alla residenza di famiglie (differenza tra numero di abitazioni e numero di famiglie sul totale delle abitazioni) mette in evidenza delle differenze territoriali: al Sud la percentuale è pari al 32%, al Nord si attesta intorno al 23% mentre al Centro è inferiore al 20%. La spiegazione più probabile, secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia delle Entrate, è legata al fatto che nel Mezzogiorno si concentrano sia territori a vocazione turistica e quindi caratterizzati da una maggiore presenza di seconde case sia territori, soprattutto nelle zone interne, colpiti da fenomeni di migrazione o vero e proprio spopolamento. Nelle grandi città la quota di case a disposizione e non abitazione principale rappresenta il 7,4% a Roma, l'8,3% a Milano ed il 7,8% a Napoli.


Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Gennaio 2021, 09:09
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