Soumahoro si autosospende dal gruppo alla Camera. I braccianti lo difendono: «Lasciatelo in pace»

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Aboubakar Soumahoro si autosospende dal gruppo di Verdi e Sinistra alla Camera dei Deputati. Si è conclusa poco fa la riunione tra Alleanza Verdi e Sinistra e l'onorevole di origini ivoriane, ex sindacalista dei braccianti agricoli, che ha deciso di autosospendersi da Avs: a comunicarlo, in una nota congiunta, i vertici del gruppo parlamentare. «Abbiamo incontrato Aboubakar Soumahoro per discutere ed approfondire le vicende che da giorni sono al centro della cronaca. Lo abbiamo trovato sereno e determinato», si legge nella nota.

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«Aboubakar Soumahoro ci ha esposto il suo punto di vista e ha annunciato l'intenzione di rispondere punto su punto e nel merito alle contestazioni giornalistiche ribadendo la sua assoluta estraneità alle vicende. Naturalmente sarà lui a farlo, nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni. Perché questo avvenga con la massima libertà Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra», fanno sapere Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Luana Zanella.

«Rispettiamo questa scelta che seppur non dovuta - sottolineano - mostra il massimo rispetto che Aboubakar Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell'impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con Aboubakar. Siamo fiduciosi, considerato quanto riferitoci, che la vicenda possa essere chiarita in tempi rapidi e senza alcuna ombra».

Braccianti: «Ci ha aiutato, lasciatelo in pace»

«Noi della Lega Braccianti di Torretta Antonacci vogliamo dire ad Aboubakar Soumahoro che noi siamo con te. Noi siamo con te, Aboubakar Soumahoro, perché quello che tu hai fatto per noi è troppo». Sono le parole di un gruppo di migranti, con una di esse come portavoce, che è apparso sul profilo Facebook della Lega Braccianti, il movimento fondato da Soumahoro che ne è anche presidente. I migranti lo difendono sulla gestione dei fondi. «Tu ci hai aiutati ad avere una sistemazione, tu ci hai aiutati ad avere almeno l'acqua per bere, la strada c'è - si afferma nel video -. Tutto quello che la gente è andata a raccontare a Striscia la notizia è falso. Lasciate Aboubakar in pace. Sono stati raccolti i fondi quando c'era il Covid, quei soldi ci hanno aiutato ad avere cibo, ad avere delle mascherine quando nessuno era venuto a darcele. Abbiamo avuto delle mascherine, abbiamo avuto da mangiare, siamo stati bene. Lasciate Aboubakar Soumahoro in pace: non serve la gelosia. Forza Lega Braccianti».

Mimmo Lucano: «Su di lui metto mano sul fuoco»

«Sull'onestà di Aboubakar Soumahoro metto la mano sul fuoco. Ha la mia solidarietà totale. Come faccio a dire il contrario di uno che ha dedicato la propria esistenza al riscatto di chi viene sfruttato nei campi, ha legato il suo impegno al riscatto di chi non ha mai avuto diritti, sfruttati dai 'caporalì e da imprenditori senza scrupoli? Questo è l'Aboubakar che conosco. Ha girato l'Italia in lungo e in largo per stare vicino a chi rivendica questi diritti. Forse nei prossimi giorni ci vedremo qui a Riace. Soumahoro è una persona distrutta, contro di lui c'è una strategia finalizzata alla denigrazione del valore morale e dell'impegno di una vita. Ti crolla il mondo addosso. Io ci sono passato». Così all'AdnKronos l'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, a proposito delle presunte irregolarità contrattuali nelle cooperative gestite dalla suocera e dalla moglie di Aboubakar Soumahoro, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.

Lucano, condannato in primo grado dal Tribunale di Locri a 13 anni e 2 mesi nell'ambito del processo 'Xenià per una serie di reati che avrebbe commesso da sindaco nella gestione dei migranti, non nutre dubbi, dunque, su Soumahoro, ma osserva: «Io non so la suocera, la moglie…io ho conosciuto lui, se poi ci spostiamo sui parenti, allora tutto si dilata, si trovano punti deboli. Può capitare che in una famiglia qualcuno faccia qualcosa, ma in quel caso il primo a rimanerci male sono io. Soumahoro è finito in un tritacarne mediatico e ora la politica, dopo averlo utilizzato perché rappresentava tanti voti, lo considera un problema perché sul piano mediatico si è smontato».

«Viviamo in un'epoca in cui non ci può essere scampo, non è consentito che possa esserci un pensiero umano, il pensiero di chi sente sulla propria pelle le ingiustizie che vivono altre persone in ogni parte del mondo», sottolinea Lucano, «è come se noi fossimo chiamati a rispettare obbligatoriamente le regole altrimenti…ma da Riace è arrivato un messaggio diverso, un messaggio per dire che esiste un'alternativa a questo. Io ho fatto ciò che ho fatto non per guadagnare, non ho guadagnato nulla. Anzi, i miei familiari sono andati tutti via da Riace. Agli occhi della comunità locale io sono uno sconfitto, uno che ha perso. E la magistratura mi sta condannando». «Ma il sistema mediatico - conclude Lucano - si alimenta di tutto ciò, non vede l'ora, è linfa vitale per il pensiero prevalente delle destre, che sono soddisfatte di poter dire che non c'è soluzione all'immigrazione, che l'accoglienza è un meccanismo per fare profitto, e questo appaga mediaticamente e giustifica il loro pensiero punitivo che non rispetta i diritti umani».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Novembre 2022, 19:55
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