Sito Inps di nuovo accessibile ma rallentato. Avrà orari diversi: «Dalle 8 alle 16 i patronati, poi i cittadini»

Sito Inps di nuovo accessibile ma rallentato. Avrà orari diversi: «Dalle 8 alle 16 i patronati, poi i cittadini»

Il sito Inps è andato in tilt questa mattina dopo le tantissime richieste per il bonus di 600 euro ai lavoratori autonomi: sono 339mila le domande ricevute dopo la mezzanotte per l'indennità dei lavoratori che hanno dovuto interrompere l'attività a causa dell'emergenza coronavirus. Il sito è di nuovo accessibile ma ci sono rallentamenti per aprire i servizi delle prestazioni per coronavirus che da molte postazioni risultano ancora bloccati.

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«Attacco hacker». L'ira del garante della Privacy

Il presidente Inps, Pasquale Tridico è stato intervistato poco fa da Rainews24 e ha ribadito che non c'è un ordine cronologico per il pagamento della prestazione di 600 euro e che i pagamenti cominceranno il 15 aprile e proseguiranno per tutto il mese. In mattinata Tridico aveva parlato di attacchi hacker al sito Inps: «Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi, e anche stamattina, violenti attacchi hacker». «Questa mattina si sono sommati ai molti accessi, che hanno raggiunto le 300 domande al secondo, e il sito non ha retto. Per questo abbiamo ora sospeso il sito».

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Tridico aveva spiegato all'ANSA che dopo gli attentati degli hacker «ovviamente nei giorni scorsi abbiamo informato le autorità di sicurezza nazionale, polizia e ministri vigilanti». Il sito dell'Inps, chiuso a seguito degli attacchi hacker ricevuti che hanno provocato «disfunzioni», sarà riaperto con orari diversi per chiedere le prestazioni per patronati e consulenti e per i cittadini, ha aggiunto al Tg1. «Lo riapriremo - ha detto - dalle 8.00 alle 16.000 per patronati e consulenti e dalle 16.00 per i cittadini».

ORLANDO: CONVOCARE COPASIR «Alcune infrastrutture strategiche sono state sotto attacco di hacker. Bisogna subito convocare il Copasir per chiedere al Dis quale reazione è in atto. Questi sciacalli vanno fermati immediatamente». Lo scrive su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, dopo le notizie degli attacchi hacker ai siti dell'Inps e dello Spallanzani.

ESPERTO: POSSIBILE HACKERAGGIO, MA SITO FATTO IN FRETTA «Possiamo anche pensare che il sito Inps abbia subito un attacco hacker, circostanza che andrà valutata con gli accertamenti e con la velocità con cui le autorità competenti si muoveranno, ma è evidente che la procedura è stata messa in piedi in pochissimo tempo e forse non si è avuta la possibilità di testarla a sufficienza e renderla più sicura»: è il parere di Gabriele Faggioli, presidente del Clusit, l'Associazione italiana per la Sicurezza Informatica. «Magari si sono unite diverse circostanze ma appena ho letto dei problemi degli utenti ho pensato ad un bug».

«Magari si sono unite diverse circostanze - ribadisce Faggioli, che è anche responsabile scientifico dell'Osservatorio Security and Privacy del Politecnico di Milano - l'attacco hacker ad una costruzione del portale così veloce che non si è avuto il tempo di testarlo e di renderlo più sicuro. Purtroppo la velocità spesso non si sposa con la qualità. È evidente che possa accadere qualunque cosa ma c'è da chiedersi se il tempo impiegato per costruire il sistema dell'Inps è stato sufficiente per impedire anche gli attacchi più semplici
».

«Dipende - conclude Faggioli - dalla velocità con cui le autorità competenti si muoveranno, adesso le forze informatiche a supporto del portale stanno lavorando per risolvere i problemi e anche per i cittadini». L'esperto di sicurezza, infine, mette in guardia sui crimini informatici aumentati sfruttando l'emergenza del coronavirus: «Gli hacker stanno orientando le attività malware su temi Covid con il phishing e il ransomware ma anche con le frodi vendendo su siti fasulli prodotti introvabili».

COMMERCIALISTI, CAOS SITO? PREVEDIBILE, ABILITATECI «Bisognava prevedere un invio massivo delle richieste di bonus» sul sito dell'Inps, «come quello che facciamo per l'invio al sito dell'Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni dei redditi, e non l'invio delle richieste una per volta come si è invece scelto di fare. E andavano abilitati anche i professionisti intermediari per questo adempimento, che era logico sarebbe stato una sfida enorme per il portale dell'Inps, vista la platea di diversi milioni di aventi diritto e visto che lo stesso portale viene raggiunto in queste stesse ore da tantissime persone interessate ad altri servizi legati all'emergenza Coronavirus».

Parola del consigliere nazionale dei commercialisti delegato all'area lavoro, Roberto Cunsolo, che rammenta come l'Ordine dei professionisti avesse chiesto, mediante emendamento al decreto Cura Italia, «di poter affiancare patronati e soggetti beneficiari nelle operazioni di invio delle richieste per il bonus da 600 euro, in modo tale da poter effettuare un invio massivo e non singolo che avrebbe ridotto drasticamente il numero di accessi al sito dell'Inps. Lo avevamo detto: per questo appuntamento serviva uno sforzo straordinario per il quale i commercialisti si erano messi a disposizione. Ci è stato detto inspiegabilmente di no, ma oggi è chiaro che la nostra proposta sarebbe stata estremamente utile al sistema. Per questo - chiosa - ci auguriamo che il Governo ci ripensi». 

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Aprile 2020, 20:02
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