Annuncio choc del sindaco: «Vaccinare in stanze separate i bimbi migranti, portano malattie»

«Vaccinare in stanze separate i bimbi dei migranti, portano malattie». Bufera sul sindaco di Domodossola

Una posizione «assurda» per la Regione Piemonte che accusa il sindaco di voler «ricreare in Italia situazioni da apartheid». Accade a Domodossola dove è bufera per le parole del primo cittadino. «I migranti sono spesso portatori di malattie di contagio» e «non hanno alle spalle anamnesi che possano escludere situazioni di pericolo per la collettività», sostiene Lucio Pizzi, noto per le sue proposte choc in materia di immigrazione, che ha scritto al nuovo direttore generale dell'Asl locale per protestare contro «l'uso promiscuo degli ambulatori per la somministrazione dei vaccini». E per chiedere stanze separate, così da tenere i bambini lontani dai profughi. 

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«I bambini in tenerissima età che si ritrovano a stretto contatto con i migranti non hanno ancora completato il ciclo dei vaccini obbligatori», osserva Pizzi, dal 2016 alla guida col centrodestra del comune piemontese al confine con la Svizzera. Il primo cittadino, che nei mesi scorsi aveva chiesto il coprifuoco per i migranti, sostiene di avere ricevuto lamentele sull'uso promiscuo degli ambulatori. E di essersi quindi deciso ad avanzare la richiesta dopo avere ascoltato le «preoccupazioni» di numerosi cittadini. Tra i post a commento della proposta, su Facebook, non sono pochi quelli che applaudono all'iniziativa. «Ho accompagnato mio figlio l'anno scorso e sono rimasto basito», scrive un domese in mezzo a tanti complimenti. «Bravissimo sindaco», «ottima richiesta», «sono perfettamente d'accordo», si legge sulla pagina social del sindaco in mezzo ai «vergogna» di chi invece lo critica.


Il sindaco di Domodossola

«In un altro momento storico non avremmo dato peso alle sue parole deliranti - tuona contro il sindaco l'assessora all'immigrazione e ai diritti della Regione Piemonte, Monica Cerutti - ma visto il clima che si respira nel Paese crediamo importante ricordare che anche un italiano potrebbe essere potenzialmente portatore di malattie contagiose, magari contratte dopo un bel viaggio all'estero. Ritenere minacciata la salute dei bambini dai migranti è semplicemente ridicolo». Dello stesso tenore anche le parole dell'assessore piemontese alla Sanità Antonio Saitta, coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle regioni: «è spiacevole constatare come le tematiche che riguardano la salute - osserva - spesso diventino oggetto di strumentalizzazioni politiche che alimentano un clima di confusione e di disinformazione perenne. Il diritto alla salute - conclude - va garantito a tutti senza discriminazioni».

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27 Giugno 2018, 20:57
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