Silvia Salis sul taxi a Genova: «Ho chiesto di pagare con il bancomat, il conducente mi ha risposto “è finita la pacchia”»

L'ex campionessa di atletica e vicepresidente del Coni: "Il tassista ha iniziato a urlare con arroganza: faccio come voglio"

Silvia Salis sul taxi a Genova: «Ho chiesto di pagare con il bancomat, il conducente mi ha risposto “è finita la pacchia”»

Silvia Salis, il pos e la denuncia: l'ex campionessa genovese di lancio del martello e vicepresidente vicaria del Coni, ha raccontato sui propri canali social una disavventura capitata nelle ore scorse a Genova. La storia arriva dopo aver preso un taxi in direzione aeroporto.

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«Vedo il pos e chiedo di pagare con il bancomat i 32 euro della corsa - scrive Salis sul suo canale Instagram - ma il tassista mi dice di no, che ora lui non è più obbligato, perché è finita la pacchia delle banche e a lui servono i contanti. Di fronte alle mie obiezioni - prosegue - il tassista ha iniziato a urlare con arroganza che ora lui può fare come vuole.

Poi la conclusione amara della vicepresidente del Coni: «Ora, lui, può fare finalmente come vuole. Italia 2022».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Sul caso di Silvia Salis, vicepresidente del Coni aggredita verbalmente da un tassista che non voleva essere pagato col bancomat, interviene Assoutenti, che chiede provvedimenti disciplinari verso il conducente del taxi.

“Come prima cosa chiediamo scusa a Silvia Salis per il grave episodio, a nome di tutti i cittadini genovesi – afferma il presidente Furio Truzzi – Riteniamo poi che la vicenda non possa rimanere impunita: i tassisti hanno l’obbligo di garantire a bordo delle proprie vetture non solo il decoro ma anche l’accoglienza, e simili gesti di maleducazione vanno sanzionati dall’amministrazione comunale con adeguati provvedimenti disciplinari”.

“Al di là della maleducazione evidente nel caso di Genova, per evitare il ripetersi di simili episodi, e per garantire i diritti fondamentali dei consumatori, è necessario prevedere l’obbligo di Pos per il pagamento di tutti i servizi pubblici essenziali, taxi compresi, indipendentemente dall’importo delle transazioni – prosegue Truzzi – E’ paradossale che oggi, con gli smartphone che permettono di eseguire pagamenti digitali, i consumatori debbano trovarsi in imbarazzo e vedersi respinte le proprie legittime richieste”.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 5 Dicembre 2022, 18:49
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