Silvia Romano, ipotesi scorta per gli insulti: aperta inchiesta per minacce aggravate

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Dopo un anno e mezzo di prigionia tra Kenya e Somalia, Silvia Romano, tornata libera in Italia, potrebbe essere messa sotto tutela dalle forze dell'ordine. Secondo quanto riportano alcuni quotidiani infatti si sta valutando l'ipotesi di proteggere la 25enne milanese dopo gli insulti social e le frasi minacciose rivolte contro di lei dopo la sua liberazione e il suo ritorno a casa. Intanto il responsabile dell'antiterrorismo di Milano Albero Nobili ha aperto un'indagine sulle minacce social: l'ipotesi contro ignoti è di minacce aggravate.

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Attorno a Silvia già da domenica, al suo arrivo in Italia, è sorta una campagna di odio. Per questo la Prefettura di Milano, città in cui lei vive con la famiglia e dove ieri è rientrata, sta valutando misure di protezione e il palazzo del Casoretto in cui abita è già sorvegliato dalle forze dell'ordine. Ora dopo gli insulti e le minacce anche di morte (vicino a casa della ragazza è stato trovato anche un volantino) legate in particolare alla conversione all'Islam, maturata dalla ragazza durante la prigionia, il pm Nobili ha aperto un'inchiesta.
 
 

C'è un frequente passaggio di auto delle forze dell'ordine lungo la via del quartiere Casoretto di Milano in cui abita la giovane: a differenza di ieri non c'è il presidio fisso di auto di polizia e carabinieri, ma le pattuglie rallentano passando davanti al palazzo. È alzata la tapparella della finestra al secondo piano da cui Silvia Romano si è affacciata ieri per ringraziare la folla di persone che la attendeva. Sul portone del condominio sono ancora incollati i cartelli con i messaggi di bentornato per la giovane cooperante. 
Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Maggio 2020, 11:18
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