Sfera Ebbasta, incubo peperoncino: «Anche a luglio a Legnano, mentre suonava una nube. Travolti in un secondo»

di James Perugia
Quando ho sentito dei poveri ragazzi morti a Corinaldo, ho realizzato che sarebbe potuto capitare a me». Luca O., 23enne amante della trap e fan di Sfera Ebbasta, si ritiene fortunato mentre racconta la sua storia a Leggo. Il 6 luglio scorso, ad un altro concerto di Sfera a Legnano (5mila presenti), nell'hinterland milanese, il giovane ha vissuto lo stesso incubo dello spray al peperoncino sparato sulla folla. «Il concerto era cominciato da circa mezz'ora e ad un certo punto ho visto una massa enorme che si spostava a grandissima velocità verso di me, c'erano ragazzi che piangevano».
 
 


La fortuna dei presenti è stata che si trovavano in estate e il concerto si stava svolgendo in un grande spazio all'aperto. «Io e i miei amici eravamo in una posizione laterale. In pochi secondi siamo riusciti a girarci e siamo scappati il più lontano possibile». Grazie agli ampi spazi di fuga non c'è stato nessun ferito grave. Quella che poteva diventare una tragedia è rimasto solo un terribile spavento. «Un dirigente del commissariato è salito sul palco per tranquillizzare la folla e dopo neanche 15 minuti il concerto era ricominciato». Quest'episodio per Luca era rimasto un brutto ricordo, nulla di più, tanto che poi è stato ad un altro concerto di Sfera a fine agosto e poi di Ghali, ad ottobre. «Non ti aspetti che possa succedere niente di male a live del genere, dove la maggior parte del pubblico è formato da adolescenti accompagnati dai genitori».

A Luca è andata bene. Anche se il brutto ricordo di quel 6 luglio ora è diventata consapevolezza che si può morire senza motivo, mentre stai ascoltando il concerto del tuo cantante preferito.
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Lunedì 10 Dicembre 2018, 05:01
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