Sea Watch tenta ingresso in porto: bloccata, Fiamme Gialle sulla nave

Sea Watch tenta ingresso in porto: bloccata, Fiamme Gialle sulla nave

La nave Sea Watch, da ieri davanti a Lampedusa, ha provato ad entrare nel porto ma è stata bloccata dalle autorità italiane. Gli uomini delle Fiamme gialle, dopo aver fatto spegnere i motori dell'imbarcazione, sono saliti a bordo della nave per parlare con la comandante Carola Rackete. La nave è adesso ferma a meno di un miglio dal porto, in attesa di ulteriori sviluppi.

La nave entra in porto, la comandante:
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«Questa mattina - informa la portavoce della ong, Giorgia Linardi - la nave ha comunicato con le autorità informandole che erano trascorse ormai 24 ore dalla dichiarazione dello stato di necessità che la ha costretta all'ingresso nelle acque territoriali. Alle 14.16, non avendo ricevuto nessuna comunicazione o assistenza, ha proceduto verso il porto. Ma a circa un miglio le è stato intimato di spegnere i motori. La nave ora è ferma a un miglio dall'ingresso nel porto.

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COMMISSARIO UE: SOLUZIONE DOPO SBARCO «La Commissione Ue è coinvolta da vicino nel coordinarsi con gli Stati membri per trovare una soluzione per ricollocare i migranti della Sea Watch 3 una volta sbarcati», ha fato sapere il commissario Dimitris Avramopoulos all'ANSA, che evidenzia: «alcuni Stati stanno mostrando la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà» ma «la soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcate. Per questo spero che l'Italia, in questo caso, contribuisca ad una veloce soluzione per quanti sono a bordo».

COSA SUCCEDERÀ Le soluzioni possibili, scartando ovviamente l'ipotesi che la Sea Watch si allontani da Lampedusa alla ricerca di un porto diverso, sono al momento due: quella prospettata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, vale a dire un accordo 'diplomaticò con l'Ue per la ridistribuzione dei 42 migranti che coinvolga Olanda e Germania, o un provvedimento di sequestro della polizia giudiziaria o dell'autorità giudiziaria che, come già avvenuto proprio per la Sea Watch ma anche per la nave di Mediterranea Saving Humans 'Mare Ionio', consentirebbe di far arrivare l'imbarcazione in porto e far scendere i migranti. 

 
 

Al momento però, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, non è stata formalizzata alcuna denuncia né nei confronti della capitana Carola Rackete, che rischia oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina anche la contestazione del reato di mancato rispetto dell'ordine di arrestare l'imbarcazione da parte di una nave da guerra come già successe per comandante e capo missione della Mare Ionio, né dell'equipaggio.
 

L'indicazione, sempre secondo quanto si apprende, è quella di attendere che la situazione si sblocchi per via diplomatica. Salvini ancora stamani ha ribadito la linea dura, «la capitana ha violato la legge e pagherà conseguenze», e il ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio gli ha dato il pieno appoggio sostenendo anzi che «Salvini è fin troppo democratico». Una disponibilità ad accogliere la nave della ong tedesca è arrivata dal neoletto sindaco del Pd di Livorno, Luca Salvetti: «il nostro porto è aperto». 
SALVINI: NON ASSECONDO CHI AIUTA GLI SCAFISTI «#SeaWatch3 ha fatto la sua battaglia politica sulla pelle di 42 persone. In 15 giorni sarebbero arrivati in Olanda due volte. Hanno rifiutato i porti sicuri più vicini. Ong aiutano trafficanti di esseri umani», scrive su Twitter il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. «Non assecondo chi aiuta gli scafisti che con i soldi degli immigrati poi si comprano armi e droga», denuncia in un altro tweet il ministro. «Non permetto che siano Ong straniere a dettare le leggi sui confini nazionali di un Paese come l'Italia», scrive ancora Salvini.

Salvini è stato ospite anche in radio su Radio CRC alla trasmissione Barba&Capelli: «La legge prevede che bisogna essere autorizzati per poter attraccare, non possiamo far arrivare in Italia chiunque, le regole di un Paese sono una cosa seria
», ha detto il leader leghista. «Le persone sulla Sea Watch non sono naufraghi, ma uomini e donne che pagano 3.000 dollari per andar via dal proprio Paese. In Italia stanno arrivando, in aereo, migliaia di migranti certificati che scappano dalla guerra. Spero che nelle ultime ore ci sia un giudice che affermi che all'interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la Capitana. Se la nave viene sequestrata e l'equipaggio arrestato io sono contento». 
Giovedì 27 Giugno 2019, 10:22
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