Scuola, protesta nella notte al Miur: «Il 19 Novembre si scende in piazza»

Scuola, protesta nella notte al Miur: «Il 19 Novembre si scende in piazza»

Macerie sotto la sede del Ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere a Roma: simbolo del degrado della scuola pubblica. È stato questo, il monito che l’Unione Degli Studenti ha organizzato durante la notte per protestare contro una mancata gestione e organizzazione scolastica.

«Dopo i banchi a rotelle e il dibattito sì dad - no dad - spiega Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’organizzazione -, gli studenti e le studentesse non solo hanno bisogno di tornare a scuola in presenza ma anche in sicurezza. Il ministero dell’istruzione assicura di aver investito milioni, ma i rappresentanti degli studenti conoscono bene i problemi delle scuole da anni». 

 

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«Il rientro a scuola è incerto - si spiega in una nota -, ma gli studenti e le studentesse da mesi dibattono su come ricostruire la scuola dopo la pandemia con la campagna “Cantiere Scuola”. Mentre Bianchi tituba, la proposta è chiara: il 19 Novembre si scende in piazza». 

«Dall’introduzione della Didattica A Distanza nel Marzo 2020 - aggiunge Gianmarco Silvano, responsabile dell’organizzazione dell’UDS - abbiamo assistito alla progressiva esplosione delle contraddizioni e delle problematiche strutturali che il sistema di scuola pubblica del nostro paese presenta ormai da decenni. Viviamo una scuola sempre più esclusiva, spesso determinata dalle logiche meritocratiche e competitive del sistema capitalista in cui è immersa, in cui le studentesse e gli studenti non sono portati alla formazione di un pensiero critico ma alla mera acquisizione di sterili nozioni, con processi frontali e punitivi che non mirano ad una reale crescita dell’individuo. Ci hanno lasciato una scuola in macerie, distrutta dai processi di aziendalizzazione e sottofinanziata, ora la ricostruiamo noi».

Redolfi conclude: «Sono necessari investimenti per la scuola pubblica in materia di trasporto pubblico, edilizia e diritto allo studio, ma non solo. E’ necessaria una riforma totale dell’istruzione, che sappia rinnovare la didattica e immaginare un nuovo modello di scuola inclusiva che sappia trasformare la società».


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Settembre 2021, 10:40
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