Scuola, “Pesce d'Aprile” per i presidi: è ancora caos per i prof no vax
di Lorena Loiacono

Scuola, “Pesce d'Aprile” per i presidi: è ancora caos per i prof no vax

Tornano in servizio, infatti, ma non possono insegnare

Un pesce d'aprile in piena regola, oggi , per il mondo della scuola che si prepara ad accogliere i docenti no vax sospesi.
Tornano in servizio, infatti, ma non possono insegnare: su questo punto, nelle ultime ore, è divampata la polemica da parte dei dirigenti scolastici.

 

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QUALI ALTRE MANSIONI PER I NO VAX?
Il decreto parla di “altre mansioni” diverse dallo stare in classe ma non è chiaro quale siano.
Di sicuro non saranno uguali per tutti ma oltre a questo si pone anche il problema della postazione: dove si metteranno a lavorare?
L'unica certezza è che non devono entrare in contatto con gli studenti ma, in un istituto scolastico, diventa molto difficile riuscire ad evitare circa un migliaio di ragazzi al giorno.
Oggi, a meno di 24 ore dal rientro in servizio, sono ancora tanti i dubbi da sciogliere.

 

SENZA GREEN PASS, CHE SI FA?
Il primo aspetto riguarda proprio l'ingresso a scuola: i docenti no vax, come gli ata e i dirigenti sospesi, dovranno esporre il green pass base, vale a dire l'esito negativo del tampone. E se non lo facessero? Non è stato chiarito cosa bisogna far nel caso in cui il no vax non abbia neanche il tampone fatto.
Di certo non entra a scuola ma per quanti giorni potrà farlo? Arriverà una nuova sospensione? Perderà di nuovo lo stipendio? I dubbi restano e sono leciti perché il caso potrebbe verificarsi: spesso i no vax sono contrari anche allo strumento del green pass quindi non è escluso che qualcuno decida di non presentarlo.

 

QUALE ORARIO AVRANNO I DOCENTI NO VAX?
Un altro aspetto da chiarire riguarda l'orario: un docente di scuola superiore lavora 18 ore in classe a cui si aggiungono quelle a casa, di preparazione della lezione del giorno dopo. Ma se non deve stare in cattedra, quante ore deve garantire? Solo 18 potrebbero essere poche? Si può pensare a 22+ 2 come alla primaria o alle 36 ore settimanali standard? Non è chiaro.

 

COME GLI INIDONEI MA... NON SONO INIDONEI
“Nella nota esplicativa si chiede di adottare le disposizioni normative e contrattuali dedicate al personale inidoneo all'insegnamento – spiega la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Thouar- Gonzaga di Milano, Adriana Colloca, spiegando tutti i dubbi relativi alla nuova normativa – ma i docenti sospesi di fatto non sono inidonei, questo aspetto ci ha mandato ancora più in confusione”

 

E LA PRIVACY?
Un altro punto molto delicato riguarda la privacy: i dati relativi alla slaute non possono essere resi noti ma se un docente, assente fino ad oggi, domani rientra e non va in classe sarà chiaro a tutti che si tratta di un no vax.

 

DOVE ANDRANNO A LAVORARE I DOCENTI NO VAX?
“Ho un docente che rientra e gli ho assegnato mansioni di referente – spiega Rosamaria Lauricella, dirigente dell'istituto comprensivo GB. Valente di Roma – mi pongo però il problema del luogo: quale deve essere la postazione migliore per lui? Un docente che torna a scuola dopo diverse settimane verrà accolto dagli studenti, anche se non va in classe è molto probabile che incontri i ragazzi nei corridoi: lo andranno a salutare, va considerato come un rischio? Se non può entrare in contatto con gli alunni non si può fermare neanche a parlare con loro?”.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 1 Aprile 2022, 08:27
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