Scuola, mini-aumenti ai docenti: solo 14 euro in più al mese. I sindacati: «Impossibile trattare»
di Domenico Zurlo

Scuola, mini-aumenti ai docenti: solo 14 euro in più al mese. I sindacati: «Impossibile trattare»

Aumenti in vista per i lavoratori della scuola, ma a cifre inique. Con il contratto che scade a fine dicembre, continua la trattativa per il rinnovo per quanto riguarda docenti e amministrativi, ma i termini per ora sono ancora lontani da un accordo: colpa delle cifre considerate troppo basse da sindacati confederali e associazioni di base, che parlano di «contratto scandaloso» (parole di Marcello Pacifico, Anief-Cisal) e si rifiutano di sedersi al tavolo se non per cifre sensibilmente più alte.

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Cinque giorni fa infatti il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, scrive Repubblica, ha indicato in 1,7 miliardi di euro la cifra necessaria per evitare che con la perequazione il nuovo contratto comporti un arretramento nello stipendio di 15-20 euro: con queste risorse invece la busta paga risulterebbe più ‘pesante’ di 23 euro lordi, che diventeranno 38 nell’arco di tre anni.

Su uno stipendio medio di 1400 euro, si parla dunque di 14 euro netti in più al mese. Molti meno di quanto il passato governo aveva garantito nello scorso febbraio (ministro Fedeli), un contratto con una crescita tra gli 80 e i 110 euro. «In sei mesi abbiamo già fatto molto e tanto, un lavoro che stiamo portando avanti con l'obiettivo di mettere la nostra scuola al passo delle altre nazioni», ha detto a Matera il ministro Bussetti.

«La questione degli stipendi è conosciuta - ha aggiunto - io voglio restituire dignità ai docenti e non solo ai docenti, a tutto l'apparato amministrativo. Va sicuramente incentivato sotto questo profilo e lavoreremo per questo. È chiaro che abbiamo un programma di cinque anni e vogliamo arrivare tra cinque anni ad ottenere tanti bei risultati». Il ministro ha parlato anche del tema della sicurezza, su cui si sta lavorando «per arrivare ad avere le scuole certificate». «Siamo impegnati - ha detto - a far sì che la scuola diventi davvero una seconda casa per i nostri ragazzi».

Lunedì 19 Novembre 2018, 15:54
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