Scuola, oggi le superiori in classe ma soltanto in Abruzzo, Toscana e Valle d'Aosta: in totale sono 220mila studenti

Scuola, oggi le superiori in classe ma soltanto in Abruzzo, Toscana e Valle d'Aosta: in totale sono 220mila studenti

Ritorno a scuola, è caos. Lunedì 11 gennaio soltanto tre Abruzzo, Toscana e Valle d'Aosta hanno scelto di dare il via libera alle superiori per il ritorno in classe. Le altre Regioni hanno optato la didattica a distanza, attendendo l'evoluzione della curva epidemiologica e contando di far tornare i ragazzi in aula il 18 o il 25 gennaio. Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Sicilia e Veneto hanno stabilito che la didattica a distanza proseguirà per tutto il mese di gennaio. 

 

Oggi quindi saranno in classe, oltre che per i 5 milioni di studenti italiani delle materne, elementari e medie tornati sui banchi giovedì scorso 7 gennaio, anche per i ragazzi delle superiori in Toscana (sono 166 mila) e in Abruzzo (56.600) e in Valle D'Aosta. che si alterneranno a scuola in base alla percentuale stabilita del 50%. A questi numeri vanno aggiunti i bambini delle prime due classi delle elementari che torneranno anche loro in presenza domani in Campania. In Trentino Alto Adige già dal 7 gennaio tutti gli alunni dalle materne alle superiori sono rientrati in classe. Nelle altre regioni il rientro dei ragazzi delle superiori è posticipato con date differenziate a territorio a territorio.

 

 

Questo il quadro nel dettaglio:

 

Trentino Alto Adige - tutti gli studenti sono rientrati a scuola il 7 gennaio, per i ragazzi delle superiori dal 7 presenza al 50%.

 

Valle d'Aosta - era pronta ad aprire le scuole superiori già il 7 gennaio, ma la Regione si è ora adeguata alle indicazioni nazionale di lunedì 11.

 

Piemonte - gli studenti delle scuole superiori torneranno in classe non prima del 18 gennaio «compatibilmente con l'andamento dell'epidemia». Elementari e medie in presenza dal 7.

 

Liguria - i ragazzi delle elementari e delle medie sono rientrati il 7 gennaio a scuola mentre le superiori hanno scelto lunedì 18 come nuova data di affaccio delle superiori alla classe. 

 

Lombardia - anche qui come in Liguria le lezioni in presenza hanno ripreso per tutti tranne per i ragazzi delle scuole superiori, in dad fino al 24 gennaio.

 

Friuli Venezia Giulia - il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato l'ordinanza che sarà in vigore dal 7 al 31 gennaio in base alla quale l'attività didattica delle scuole secondarie di secondo grado sarà svolta in Ddi, didattica digitale integrata.

 

Veneto - prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio. Tutti gli altri in classe dal 7 gennaio.

 

Emilia Romagna - sono riprese le lezioni a scuola per elementari e medie; il 25 gennaio per i ragazzi delle superiori al 50%.

 

Toscana - le scuole superiori riprenderanno le lezioni in presenza l'11 gennaio. Già in classe tutti gli altri.

 

Marche - la didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio. Scuola in presenza per gli altri.

 

Umbria - didattica «esclusivamente a distanza» fino al 23 gennaio nelle scuole superiori dell'Umbria. Lo ha deciso la Regione. Il provvedimento riguarda le scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie.

 

Lazio - riprese le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, il 18 in presenza per le superiori.

 

Abruzzo - sono tornati a svolgere la didattica in presenza tutti gli alunni della scuola dell'infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e dall'11 il 50% degli studenti delle superiori fino ad arrivare al 75% dal 16 gennaio.

 

Molise - Il presidente della Regione Donato Toma, ha emanato una nuova ordinanza che dispone la sospensione dell'attività di didattica in presenza per tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado fino al 17 gennaio. Viene data la facoltà ai sindaci di consentire il prosieguo soltanto per le scuole primarie.

 

Campania - riapriranno lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell'infanzia e delle prime due classi della scuola primaria. A partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.

 

Basilicata - il governatore Bardi ha spiegato che la Regione sta valutando se far partire le scuole superiori in presenza l'11 gennaio oppure a fine mese. In classe gli altri.

 

Calabria - dad alle elementari fino al 15 gennaio, le superiori fino al 31. Lo prevede l'ordinanza del governatore Spirlì, secondo la quale restano aperti gli asili.

 

Puglia - il governatore Emiliano ha stabilito la didattica integrata a distanza fino al 15 gennaio per ogni ordine e grado.

 

Sicilia - sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori

 

Sardegna - la Regione sta valutando in queste ore un ritorno in classe per le superiori, sempre nel rispetto del 50% degli studenti in presenza, non prima del 18 ma con un'ipotesi concreta che arriva fino al 1 febbraio. Tutti gli altri sono rientrati a scuola.

 

 

Azzolina irritata. «Rispetto alle superiori, il governo ha fatto tutto quello che poteva e gli impegni li ha mantenuti grazie anche al lavoro importante dei prefetti e della comunità scolastica». Intervistata dal Corriere della Sera, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina contrattacca: «molte Regioni si sono sfilate dall'accordo sulla riapertura - dice - e sarebbe bene che le famiglie e gli studenti capissero perché». Secondo Azzolina, «si chiude prima la scuola perché socialmente è stata messa nel fondo dello sgabuzzino. Devono spiegarmi perché, dove è quasi tutto aperto, gli studenti al pomeriggio possono andare a prendere l'aperitivo, mentre non possono andare in classe con la mascherina, l'igienizzante e i banchi separati. Il punto è culturale, non sanitario». «Il governo ha fatto la sua parte - osserva la ministra - alcuni presidenti non si rendono conto che chiudendo le scuole producono un danno economico al Paese, che pagherà la mancanza di competenza dei suoi giovani. Ma è anche un danno umano e relazionale. Rivendico l'idea della Dad, ma non potrà mai sostituire la didattica in presenza. Ricevo lettere di studenti molto arrabbiati, apatici, delusi o che si sentono trattati da untori. C'è un'indagine dell'ordine degli psicologi molto preoccupante sulla chiusura prolungata». «Rispetto l'opinione di tutti ma non si può usare la scuola come terreno di scontro politico. Devono capire che la scuola è un'ancora di salvezza per famiglie disagiate - prosegue Azzolina - e se condannano migliaia di studenti all'abbandono, se ne assumeranno la responsabilità». Quanto alla proposta di vaccinare i docenti, Azzolina osserva che «il governo e il commissario Arcuri stanno facendo un ottimo lavoro. Il piano lo ha deciso la Salute e si prevede che in una prima fase si vaccinino i sanitari e i nostri nonni. Dopo ho chiesto e ottenuto che tocchi al personale scolastico»


Ultimo aggiornamento: Lunedì 11 Gennaio 2021, 10:06
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