Scuola, ritorno in classe con sciopero. Via libera dal Cts. Ma gli studenti protestano: «Non c'è sicurezza»
di Lorena Loiacono

Scuola, ritorno in classe con sciopero. Via libera dal Cts. Ma gli studenti protestano: «Non c'è sicurezza»

Oggi tornano in classe 650mila studenti delle superiori ma, per questo rientro tanto atteso e organizzato da mesi, si sperava di trovare una situazione migliore. Almeno più semplice da gestire. E invece si riparte nel caos.

 

 

 

CALENDARIO FUORI CONTROLLO Il calendario del ritorno in classe, fissato dal ministero dell'istruzione prima per il 7 gennaio e poi posticipato all'11, ora è in mano alle decisioni delle singole Regioni che procedono in ordine sparso: una settimana fa sono infatti rientrati in presenza solo gli studenti della Toscana, del Trentino, della Valle d’Aosta e dell'Abruzzo. Oggi è la volta di Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Molise, il 25 gennaio toccherà a Liguria, Umbria, Campania e Puglia mentre dovranno aspettare febbraio gli alunni della Basilicata, della Calabria, del Friuli Venezia Giulia, delle Marche, della Sardegna e del Veneto. Restano a distanza, inoltre, le classi superiori delle zone rosse: Lombardia e Sicilia.

 

 

SCIOPERI IN VISTA Oggi quindi in 4 regioni si dovrebbe far lezione, ma il condizionale è d'obbligo: negli ultimi giorni, infatti, un tam tam social ha raggiunto molti istituti superiori di Roma per organizzare proteste con flash mob davanti alle scuole, in Campidoglio e al ministero dell'istruzione. C'è chi diserterà le lezioni in presenza e chi spegnerà anche il computer per boicottare la didattica online. A Milano, zona rossa, le proteste vanno avanti con scuole sotto assedio per tentativi di occupazioni e lezioni all'aperto.

 

 

CLASSI ANTI-COVID Le proteste nascono dalle nuova organizzazione scolastica: gli istituti superiori, compresi quelli in zona arancione, devono accogliere dal 50 al 75% degli studenti, possono far lezione anche il sabato e devono prevedere due orari di ingresso: uno alle 8 e uno alle 10, per non mandare in tilt il trasporto pubblico che, sempre per la normativa anti-Covid, viaggia al 50%.

 

LEZIONI “LIGHT” E DISAGI Entrare in classe alle 10 significa uscire da scuola alle 16: troppo in là nel pomeriggio per lasciare agli alunni il tempo di studiare. Inoltre ogni giorno i ragazzi pranzeranno al banco con un panino. Per limitare i disagi, le lezioni possono essere ridotte a 45-50 minuti: così su 6 lezione giornaliere si tagliano 60 minuti. Ma si tratta comunque di un tempo scuola che dovrà essere recuperato, anche online.

 

ALLARME CTS I dubbi sulla ripartenza ci sono, tanto che ieri mattina il ministero della salute ha convocato un incontro urgente con gli esperti del Cts per avere il via libera definitivo, mettendo quindi in conto che potesse saltare tutto a poche ore dalla campanella.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Gennaio 2021, 11:03
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